Psoriasi a placche: certolizumab ora è rimborsato


Psoriasi a placche da moderata a grave, l’Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato la rimborsabilità di certolizumab pegol

Psoriasi a placche da moderata a grave, l'Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato la rimborsabilità di certulizumab pegol

L’Aifa ha autorizzato la rimborsabilità di certolizumab pegol, un anticorpo ricombinante umanizzato diretto contro il fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α) per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave in pazienti adulti candidati alla terapia sistemica. La nuova indicazione si aggiunge alla rimborsabilità negli adulti con artrite reumatoide attiva, spondiloartrite assiale attiva grave e artrite psoriasica.

La rimborsabilità si basa sugli esiti di 3 studi registrativi di fase III CIMPASI-1, CIMPASI-2 e CIMPACT, ognuno dei quali ha valutato l’efficacia e la sicurezza di certolizumab in pazienti adulti con psoriasi a placche da moderata a grave. Nel complesso hanno arruolato circa 1.000 soggetti, con e senza precedente esperienza di trattamento con farmaci biologici.

I pazienti sono stati randomizzati a ricevere il biologico alle dosi di 400 mg ogni 2 settimane, 200 mg ogni due settimane (con una dose iniziale di carico di 400 mg alle settimane 0, 2 e 4), placebo o etanercept 50 mg due volte a settimana (solo CIMPACT).

Come recita la scheda tecnica, dopo la dose iniziale, la dose di mantenimento di certolizumab negli adulti con psoriasi a placche è di 200 mg ogni 2 settimane. Una dose da 400 mg può essere presa in considerazione nei pazienti con risposta insufficiente. I dati disponibili suggeriscono che il raggiungimento di una risposta clinica avvenga solitamente entro 16 settimane di trattamento. La continuazione della terapia deve essere attentamente rivalutata nei soggetti che non mostrano alcuna evidenza di beneficio terapeutico entro le prime 16 settimane di trattamento, dal momento che alcuni pazienti con una parziale risposta iniziale possono successivamente migliorare proseguendo il trattamento oltre le 16 settimane.

Lo studio CIMPACT
I risultati del trial di fase III CIMPACT hanno dimostrato l’efficacia del trattamento continuato con certolizumab nei pazienti con psoriasi che hanno risposto parzialmente, ossia che hanno raggiunto un miglioramento compreso tra il 50 e il 75% nello Psoriasis Area and Severity Index (PASI), o in modo inadeguato (non hanno raggiunto il PASI75, endpoint primario dello studio) nelle prime 16 settimane di trattamento.

Il farmaco ha mostrato un importante miglioramento dei tassi di risposta PASI75, PASI90 e nel punteggio Physician’s Global Assessment (PGA 0/1, pelle libera/quasi libera da lesioni) durante ulteriori 32 settimane di trattamento alla dose di 400 mg ogni due settimane, sia per quanti hanno aumentato il dosaggio iniziale di 200 mg passando ai 400 mg, sia per quanti hanno mantenuto il regime a 400 mg ogni due settimane.

Nel complesso, il trattamento con entrambe le dosi di certolizumab è stato associato a miglioramenti clinicamente significativi e sostenuti dei segni e sintomi della psoriasi a placche cronica da moderata a grave. In generale, con la dose più alta sono stati registrati i maggiori miglioramenti negli outcome di efficacia, senza che si verificassero nuovi segnali di sicurezza con nessuna delle due dosi durante le 48 settimane di trattamento, hanno concluso gli autori dello studio.

Questi dati sottolineano l’importanza di trovare il giusto regime terapeutico per i singoli pazienti con psoriasi e che certolizumab rappresenta una potenziale opzione terapeutica a lungo termine per chi ha risposto in modo inadeguato nei primi mesi di trattamento.

Gli studi CIMPASI-1 e CIMPASI-2
Si tratta di due trial di fase III, randomizzati, in doppio cieco, multicentrici e della durata di 144 settimane su 587 pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave gestiti da cliniche ambulatoriali in Nord America ed Europa.

I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere certolizumab 200 mg o 400 mg o placebo ogni 2 settimane. Alla settimana 16, i pazienti trattati con certolizumab che hanno ottenuto una riduzione del 50% nel PASI hanno continuato il trattamento fino alla settimana 48. Gli endpoint co-primari erano le percentuali di risposta alla settimana 16, definiti come riduzione del 75% nel PASI e il raggiungimento di un punteggio PGA 0/1 con un miglioramento di almeno 2 punti.

Gli endpoint della settimana 16 sono risultati significativamente superiori con entrambe le dosi di certolizumab rispetto al placebo e le risposte sono state mantenute fino alla settimana 48. Per la maggior parte delle misure, il miglioramento è stato numericamente maggiore con la dose da 400 mg.

In sintesi i risultati hanno confermato che il trattamento della condizione con certolizumab alle dosi di 400 mg o 200 mg ogni 2 settimane è stato associato a miglioramenti clinicamente significativi nell’efficacia e nella qualità della vita, che si sono mantenuti nel tempo, indipendentemente da una precedente esposizione ad agenti anti-TNF, con un profilo di sicurezza in linea con le attese per questa classe di farmaci.