Accordo Pd-M5s: Renzi scatenato con Gentiloni


Renzi contro Gentiloni: “Prova a far saltare accordo Pd-M5S”. Oggi parte la trattativa: incontro tra capigruppo alle 14

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L’ex premier ed ex segretario del Pd (foto Twitter)

“Se uno, contravvenendo alle regole interne, fa saltare tutto, non è detto che il Pd arrivi tutto insieme alle elezioni”. E’ questa la minaccia di Matteo Renzi, riportata in un audio pubblicato questa mattina da diversi quotidiani online. Il dito dell’ex premier è puntato contro Paolo Gentiloni, colpevole di aver parlato alla stampa con l’obiettivo di “far saltare tutto” nella trattativa tra Pd e M5S.

Durante una lezione nella sua scuola di formazione politica a Barga, in provincia di Lucca, l’ex premier riferisce l’Agenzia Dire (www.dire.it) racconta “da cronista, da passante” cosa si sta muovendo tra Pd e M5S: “Ci siamo detti che se oggi Di Maio viene su e dice ‘ci stiamo a parlare’- dice Renzi- lasciamoci 5 o 6 giorni per vedere se questo accordo si può fare. E qui si è aggiunto uno spin: due giornali, la Repubblica e l’Huffington Post, interessante notare che appartengono allo stesso editore, e due giornalisti, Goffedro De Marchis e Alessandro De Angelis, hanno riportato uno spin proveniente dal Nazareno, ma che in realtà ha un nome e cognome, ed è quello di Paolo Gentiloni, il messaggio di una triplice richiesta di abiura al M5S: ‘noi ci mettiamo a sedere solo se voi cancellate il decreto sicurezza bis, la legge di bilancio va concordata prima ma soprattutto il tema del taglio dei parlamentari’. I 5 Stelle hanno detto ci stiamo se possiamo andare almeno al referendum sul taglio dei parlamentari. L’ala ‘trattativista’, quindi Dario Franceschini, ha detto ‘a noi sta bene se garantite dei contrappesi’, perchè questa legge elettorale con il taglio dei parlamentari porterebbe alcune regioni a non dare senatori a forze politiche che raggiungono anche il 20%. Quindi il tema è o il proporzionale puro o una discussione diversa sul maggioritario a doppio turno, che è quella che sogno io ma è più difficile”.

Dopo aver ricostruito le trattative tra i due partiti, Renzi passa all’attacco: “Il modo attraverso il quale lo spin è stato passato è un modo finalizzato a far saltare tutto. E quindi è una bellissima lezione di politica applicata perchè Gentiloni oggi era al Colle ma non ha detto nulla, non ha detto nella sede ufficiale quello che pensava ma lo ha detto tramite i giornali”.

“A questo punto – aggiunge Renzi – è successo un mezzo caos perchè la parte che vuole far saltare tutto dei 5 Stelle, legata a Di Battista e Paragone, ha detto ‘noi andremo alle 5 da Mattarella a dire mai con il Pd. Questo però vede tutti i gruppi parlamentari dei 5 Stelle, che oramai avevano accettato l’accordo con il Pd, molto preoccupati”.

“E’ chiaro- conclude Renzi- che se uno, contravvenendo alle regole interne, fa saltare tutto, non è detto che il Pd arrivi tutto insieme alle elezioni”.

Oggi parte la trattativa

Si terrà questo pomeriggio alle 14 l’incontro tra i capigruppo di M5s e Pd. Lo si apprende da fonti parlamentari Dem.

Questa mattina, intanto, il segretario del Pd Nicola Zingaretti è arrivato nella sede del partito dove ha riunito i vertici del partito, tra cui il presidente Paolo Gentiloni, la vicepresidente Anna Ascani, il vicesegretario Andrea Orlando e il tesoriere Luigi Zanda.

La trattativa tra il M5s ed il Pd per tentare di formare un nuovo governo entra dunque nel vivo. Ieri sera, l’assemblea dei gruppi M5S ha dato mandato per acclamazione al capo politico Luigi Di Maio e ai capigruppo Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva ad incontrare la delegazione del Pd.

A stretto giro, la replica del PD: “Dalle proposte e dai principi da noi illustrati al Capo dello Stato e dalle parole e dai punti programmatici esposti da Di Maio, emerge un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare” ha affermato il segretario Nicola Zingaretti.