A scuola vietato portare il cibo da casa


Sentenza della Cassazione vieta di portare il cibo da casa nelle scuole italiane. Il Codacons: calpesta i diritti di milioni di famiglie e creerà il caos negli istituti

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Una sentenza che calpesta i diritti di milioni di famiglie e creerà il caos nelle scuole, oltre a un danno economico ingente per i consumatori. Lo afferma il Codacons, commentando la decisione della Cassazione che vieta di portare il cibo da casa nelle scuole italiane.

“Il diritto dei genitori di scegliere cosa far mangiare ai propri figli viene cancellato con un colpo di spugna dalla Cassazione, e l’alimentazione a scuola sarà soggetta alle decisioni delle mense – spiega il presidente Carlo Rienzi –. Una sentenza che darà avvio al caos negli istituti scolastici che finora avevano lasciato libertà di scelta alle famiglie, e obbligherà i genitori a pagare il servizio mensa con aggravi di spesa enormi a carico dei consumatori”.

“Siamo pronti a portare la questione del portare il cibo da casa a scuola all’attenzione delle autorità europee, anche attraverso un ricorso alla Corte di Giustizia affinché il sacrosanto diritto dei genitori di scegliere l’alimentazione dei propri figli sia garantito nel nostro paese” conclude Rienzi.

Coldiretti: genitori scontenti del cibo delle mense

Più di un italiano su quattro (26%) ha una valutazione negativa dei pasti serviti nelle mense scolastiche dove si stima ne vengano consumati 380 milioni all’anno per due milioni e mezzo di studenti, nella sola refezione della scuola dell’obbligo.

E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ in riferimento a quanto stabilito dalle Sezioni Unite della Cassazione secondo le quali “non esiste un “diritto soggettivo” a mangiare il panino portato da casa “nell’orario della mensa e nei locali scolastici” e la gestione del servizio di refezione è rimesso “all’autonomia organizzativa” delle scuole.

Una decisione che – sottolinea la Coldiretti – scontenta diverse famiglie che rivendicano il diritto di mandare i bambini a scuola portandosi il cibo da casa. Una esigenza dettata non solo da motivi di risparmio ma anche spesso per i dubbi sulla qualità dei prodotti offerti.

Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè una netta maggioranza del 71% di italiani ritiene che le mense dovrebbero offrire i cibi più sani per educare le nuove generazioni dal punto di vista alimentare, mentre solo il 12% ritiene che dovrebbero essere serviti i piatti che piacciono di più.

Per assicurare il miglior rapporto prezzo/qualità, ma anche per educare le nuove generazioni, la Coldiretti sollecita a privilegiare negli appalti delle mense scolastiche i cibi locali e a km 0 che valorizzano le realtà produttive locali e riducono i troppi passaggi intermedi dietro i quali più elevato è il rischio di frodi e sofisticazioni.