Diabete, alcuni antidepressivi riducono rischio morte


Diabete, alte dosi di alcuni antidepressivi riducono il rischio di morte secondo i risultati di uno studio taiwanese pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism

Diabete, alte dosi di alcuni antidepressivi riducono il rischio di morte secondo i risultati di uno studio taiwanese pubblicato

Depressione e diabete sono due delle principali cause di morte precoce per una causa medica. Quando si verificano in concomitanza, l’assunzione di alcuni antidepressivi è associata a un rischio di decesso del 35% inferiore, secondo i risultati di uno studio taiwanese da poco pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism.

Il diabete è la settima causa di morte in tutto il mondo. Secondo l’American Diabetes Association, nel 2015 oltre 30 milioni di persone negli Stati Uniti (il 9,4% della popolazione) soffrivano di diabete. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) classifica la depressione come la principale causa di disabilità in tutto il mondo. Negli Stati Uniti sono più di 17 milioni gli adulti (7,1% della popolazione) che nel 2017 hanno manifestato almeno un episodio depressivo maggiore.

La depressione può avere un serio impatto sulla salute e sul benessere di chiunque. Ma nelle persone con diabete può influenzare anche la motivazione a gestire correttamente la loro condizione. Se i livelli di glucosio nel sangue non sono adeguatamente controllati possono svilupparsi complicanze anche gravi, in particolar modo nelle persone anziane.

Avere il diabete aumenta di 2-3 volte la possibilità di sviluppare la depressione, ma solo il 25-50% dei soggetti con entrambe i disturbi riceve un trattamento. «L’incidenza del disturbo depressivo maggiore tra chi soffre di diabete è significativamente maggiore rispetto alla popolazione generale» ha affermato Vincent Chin-Hung Chen del Chiayi Chang Gung Memorial Hospital e della Chang Gung University a Puzi, Taiwan. «Il diabete e la depressione contribuiscono entrambi e in modo indipendente ad aumentare la mortalità totale».

Meno decessi con dosaggi elevati

I ricercatori si sono proposto di indagare se l’assunzione di antidepressivi possa incidere sui tassi di mortalità nelle persone che soffrono di entrambe le condizioni. Hanno utilizzato i dati del Taiwan National Health Insurance Research Database e hanno identificato oltre 53mila persone che avevano ricevuto per la prima volta una diagnosi di diabete e successivamente una diagnosi di depressione, definita tale a seguito di almeno un ricovero psichiatrico o tre visite psichiatriche ambulatoriali, e confermata da una diagnosi di uno psichiatra.

Di tutti i soggetti coinvolti nello studio, ben 50.532 avevano fatto uso di antidepressivi e sono stati suddivisi in ​​tre gruppi in base alla quantità assunta giornalmente di un particolare farmaco: dosi giornaliere cumulative basse, medie e alte.

Dall’analisi è emerso che i tassi di mortalità diminuivano con l’aumentare della dose giornaliera di molti antidepressivi. In particolare, i dati hanno mostrato un’incidenza di morte di 1963,7 per 100.000 anni-persona nel gruppo a basso dosaggio e 1113,7 per 100.000 anni-persona nel gruppo ad alto dosaggio, quindi l’assunzione di alte dosi giornaliere di antidepressivi era legata a una riduzione del 35% della mortalità rispetto al loro consumo a bassi dosaggi.

Altri fattori che risultavano aver aumentato il rischio di morte erano il sesso maschile, il vivere in un’area rurale, uno basso stato socioeconomico e una depressione più grave.

Rischi diversi a seconda della classe

Il team ha poi esaminato le diverse classi di antidepressivi in ​​modo più dettagliato, confrontando il rischio di mortalità nei gruppi a dosaggio medio/alto con quello nel gruppo che assumeva dosi basse, misurando i rapporti di rischio.

Rispetto all’assunzione di una bassa dose giornaliera, una dose giornaliera elevata di antidepressivi è stata associata alle seguenti riduzioni della mortalità: inibitori del reuptake della norepinefrina-dopamina (NDRI) 80%, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) 37%, inibitori del reuptake della serotonina e noradrenalina (SNRI) 42%, mirtazapina 40%, antidepressivi triciclici/tetraciclici 27% della mortalità, trazodone 48%.

Al contrario, in caso di impiego di un inibitore reversibile della monoammina ossidasi A (RIMA), rispetto a quanti assumevano una dose bassa avevano quasi il doppio delle probabilità di morire quanti facevano uso di una dose giornaliera media, mentre quelli nel gruppo che ne assumevano dosi elevate avevano un tasso di mortalità quasi del 50% maggiore.

Secondo Chen gli antidepressivi potrebbero ridurre l’infiammazione e, per estensione, il rischio di morte, oppure diminuire una eccessiva coagulazione del sangue. Secondo l’American Heart Association (AHA), quasi l’80% delle persone con diabete muoiono a causa di complicanze legate alla formazione di coaguli sanguigni, come infarti e ictus.

«Questi dati forniscono ulteriori giustificazioni per lo screening e il trattamento della depressione nelle persone che hanno il diabete» ha concluso Chen.