Accoglienza migranti: appello di Legacoop Toscana


Proposta di legge accoglienza, Legacoop Toscana: “Sia approvata in tempi brevi, per i minori stranieri richiedenti asilo garantire la continuità dei percorsi di istruzione”

Proposta di legge accoglienza, Legacoop Toscana: “Sia approvata in tempi brevi, per i minori stranieri richiedenti asilo garantire la continuità dei percorsi di istruzione”

“Chiediamo che la proposta di legge della giunta regionale sull’accoglienza sia approvata in tempi rapidi e possa contribuire a correggere alcune delle difficoltà che il decreto Salvini sta creando sui territori, mettendo in crisi quel sistema di accoglienza diffusa che in questi anni ha garantito servizi e progetti di inclusione sociale e formazione”.

È l’appello che arriva dai rappresentanti di Legacoop Toscana – Area Welfare, Forum toscano del Terzo Settore, Arci Toscana, Cnca Toscana e Diaconia Valdese Fiorentina, riuniti a Firenze per la tavola rotonda sul tema “Il ‘decreto Salvini’ e il sistema di accoglienza”.

Legacoop Toscana ha proposto insieme agli altri enti del Terzo Settore un’integrazione al testo di legge all’esame del Consiglio regionale affinché, accanto all’accesso all’istruzione obbligatoria e ai servizi all’infanzia, sia garantita per i minori di origine straniera richiedenti il permesso di soggiorno la continuità dei percorsi formativi e di istruzione, anche gestiti dagli enti del Terzo Settore. “In Toscana non deve succedere che minori stranieri che hanno già intrapreso percorsi educativi siano sradicati, magari nel giro di poche ore, dai contesti territoriali in cui sono inseriti”, afferma il responsabile del Dipartimento Area Welfare di Legacoop Toscana Marco Paolicchi.

Che interviene anche sui nuovi bandi per l’affidamento dei servizi di gestione accoglienza migranti che le Prefetture toscane stanno emanando in questi mesi: “Abbiamo inviato alla Prefettura di Pisa una lettera per chiedere la sospensione o modifica del bando, richiesta che abbiamo rivolto anche alle Prefetture di Pistoia, Livorno, Siena e Massa – sottolinea Paolicchi – perché vengono tagliati alcuni servizi fondamentali per l’integrazione e l’inclusione sociale, a cominciare dall’insegnamento della lingua italiana”.
La proposta delle realtà del Terzo Settore è di una collaborazione tra Regione, Comuni e soggetti gestori per realizzare progetti mirati all’inclusione sociale, alla prevenzione della marginalità estrema e al mantenimento di un buon livello occupazionale per gli operatori.

“Gli enti locali possono tramite la costituzione di una rete di partenariato regionale, in particolare attraverso specifici bandi europei, avanzare istanze per la raccolta di fondi e finanziamenti in collaborazione con il terzo settore – spiega Paolicchi – e anche gli stessi enti del privato sociale possono impegnare forme proprie di autofinanziamento”.
Legacoop Toscana realizzerà corsi di alfabetizzazione e di lingua italiana per una parte dei migranti accolti nelle strutture gestite da proprie cooperative sociali.

“Con la Fondazione Noi Legacoop Toscana abbiamo deciso di finanziare i corsi di italiano che in sostanza vengono eliminati dal decreto – afferma il presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini –, questo per non privare i richiedenti asilo dell’unico vero strumento di autonomia, la conoscenza della lingua italiana, fondamentale per accedere ai servizi primari e per inserirsi nel contesto socio-territoriale e lavorativo”.

Con un finanziamento annuo di 30mila euro da parte della Fondazione NOI – Legacoop Toscana e con l’impegno da parte delle cooperative che gestiranno il servizio sarà possibile far frequentare i corsi a circa 1000 persone realizzando 50 percorsi formativi della durata di 2 mesi ciascuno.

I numeri. A inizio ottobre 2018 erano 1251 le persone ospitate in strutture gestite dalle cooperative sociali di Legacoop Toscana nell’ambito di servizi di accoglienza straordinaria di persone richiedenti asilo (CAS) e di accoglienza all’interno del sistema SPRAR (pari a circa il 10% dei richiedenti asilo dimoranti sul territorio toscano): 19 le cooperative coinvolte per un totale di 131 strutture gestite in tutto il territorio toscano, per la quasi totalità appartamenti e case singole nel rispetto dell’“accoglienza diffusa”.