L’Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio: un viaggio tra arte e storia


Daniele Benati, tra i curatori della mostra, ci guida lungo l’itinerario espositivo presente, fino al 17 giugno 2018, ai Musei San Domenico di Forlì

Mostra L'Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio ai Musei San Domenico di Forlì dal 10 febbraio al 17 Giugno 2018: intervista a Daniele Benati, tra i curatori

Il percorso espositivo della mostra L’Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio, in corso ai Musei San Domenico di Forlì, dal 10 febbraio al 17 Giugno 2018, documenta uno dei momenti più alti e affascinanti della storia occidentale. Si tratta degli anni che idealmente intercorrono tra il Sacco di Roma (1527) e la morte di Caravaggio (1610); tra l’avvio della Riforma protestante (1517-1520) e il Concilio di Trento (1545-1563); tra il Giudizio universale di Michelangelo (1541) e il Sidereus Nuncius di Galileo (1610). Un periodo che rappresenta l’avvio della nostra modernità. Tra l’ultimo Michelangelo a Caravaggio, passando attraverso Raffaello, Rosso Fiorentino, Lorenzo Lotto, Pontormo, Sebastiano del Piombo, Correggio, Bronzino, Vasari, Parmigianino, Daniele da Volterra, El Greco, Pellegrino Tibaldi, i Carracci, Federico Barocci, Veronese, Tiziano, Federico Zuccari, Cavalier d’Arpino, Giuseppe Valeriano e Scipione Pulzone, si dipana un filo estetico di rimandi e innovazioni che darà vita a una età nuova. Comprese le forme alternative di Rubens e Guido Reni. Come, appunto, la mostra L’Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio compiutamente racconta.

A guidarci lungo l’affascinante itinerario espositivo è Daniele Benati, curatore della mostra insieme ad Antonio Paolucci, Andrea Bacchi, Paola Refice e Ulisse Tramonti.

“Questo evento – dichiara con orgoglio il curatore – viene da lontano ed è il risultato di uno studio e di una ricerca che noi curatori condividiamo da lungo tempo. Ci occupiamo, infatti, di un periodo storico dell’arte italiana impegnativo, un periodo molto travagliato che vede la messa in discussione della centralità di Roma, stiamo parlando della Riforma protestante e della risposta che la Chiesa romana darà attraverso la Controriforma. In questo contesto assume non poca importanza la presenza delle immagini sacre che, attraverso una scelta di numerosi dipinti che precedono il Concilio di Trento, si possono vedere in apertura della mostra, che quest’anno parte dalla chiesa di San Giacomo”.

“In San Giacomo si possono ammirare delle magnifiche pale d’altare precedenti il Concilio di Trento con opere, tra le altre, di Pontormo, Rosso Fiorentino, Lorenzo Lotto, Sebastiano del Piombo, opere che dimostrano come, seppure in vario modo, la ricerca artistica del ‘500 era orientata e ponesse attenzione, soprattutto, ai problemi di carattere formale un po’ fine a se stessi”.

La nuova e diversa attenzione per il valore didattico delle immagini si avrà a conclusione del concilio di Trento, nel 1563. “Da quel momento in poi si affermerà che le immagini sono importanti in quanto consentono a coloro che non sanno leggere di capire i misteri della fede, ci si incammina, così, verso una nuova arte che sia più leggibile e più popolare, più aperta alla comprensione del pubblico. Sono quelli decenni di grande travaglio, anni in cui gli artisti cercano nuove formule” sottolinea Benati.

Che aggiunge: “Il nostro esame si è concentrato soprattutto sullo Stato pontifico, su Roma e su Bologna, nonché sull’Umbria e sulle Marche. Abbiamo puntato su grandi artisti romani, da Federico Zuccari a Girolamo Muziano, a Federico Barocci, per arrivare, con Bologna, ai Carracci, che si pongono in questa nuova dimensione didattica delle immagini; da qui poi si giunge a inizio ‘600 con l’avvio di una nuova pittura da parte di Caravaggio, in particolare con la Madonna dei pellegrini, proveniente dalla chiesa di Sant’Agostino a Roma, esposta qui a Forlì, altri lavori significativi in mostra che connotano la pittura nella direzione da me indicata, sono la Pietà di Annibale Carracci e l’Adorazione dei pastori di Rubens. Questi autori che aprono il ‘600, portano a sintesi le ricerche che si vedono attraverso le opere esposte nelle sale che le precedono”.

Mostra L'Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio ai Musei San Domenico di Forlì dal 10 febbraio al 17 Giugno 2018: intervista a Daniele Benati, tra i curatori

La mostra L’Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio è articolata in sezioni e consente di verificare altri aspetti dell’arte figurativa del periodo indagato, come quelli dell’arte di soggetto profano e di gusto spiccatamente erotico. “Quello che non si può fare in pubblico si può fare in privato, all’insegna di questo motto, alla fine del ‘500 si assiste a un’arte di soggetto profano molto interessante. In tal senso questa mostra è una bella esemplificazione” spiega Benati. L’esposizione forlivese, prendendo come tema di punta la Controriforma, è, innanzitutto, una rassegna di dipinti di soggetto sacro, con una interessante parentesi sulla pittura profana, sulla riscoperta della natura legata alle nuove tensioni di carattere scientifico che già si avvertono alla fine del ‘500. “Esempi di questa nuova attenzione di carattere naturalistico e scientifico arrivano a Forlì con i dipinti di Bartolomeo Passerotti, Jacopo Ligozzi e altri artisti come loro. Per quanto riguarda il naturalismo di Caravaggio, uno dei protagonisti della mostra forlivese, esso, invece, ha matrici diverse. Caravaggio è di formazione lombarda, è un figura che arriva a Roma, così come Annibale Carracci, quale portatore di nuove verità. Tuttavia, il risultato è quello di costituire una svolta fondamentale per la pittura e di aprire in direzione del ‘600” precisa lo studioso.

L’Eterno il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio, vede in esposizione circa 200 pezzi, tra dipinti, sculture e disegni, è una mostra molto ricca con un percorso molto articolato, che partendo dalla chiesa di San Giacomo, appena restaurata, si snoda lungo le altre sale dei Musei San Domenico, di cui ciascuna è dedicata a un tema. Una sala riguarda i nuovi culti del periodo indagato, quindi, la ripresa della figura di San Francesco e del culto della Madonna, una sala è dedicata alla scoperta del naturalismo, una è sulla pittura profana, un’altra è dedicata a quello che succede a Bologna con i Carracci. Il tragitto va da Michelangelo Buonarroti (colui che per primo ha sentito l’urgenza di polemizzare sullo sfarzo della Chiesa, ma anche colui che ha provocato con alcuni suoi nudi le reazioni della stessa contro di lui) a Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. “Da un Michelangelo all’altro – afferma Benati – si opera questo straordinario percorso, direi meglio travaglio, che connota la cultura figurativa italiana alla fine del ‘500 e che la porta a una dimensione di assoluta modernità. Alla fine le tre esperienze che abbiamo condensato qui a Forlì, nei nomi di Carracci, Caravaggio e Rubens, aprono una vicenda del tutto diversa che certo non si comprenderebbe bene senza quello che si vede nelle sale precedenti”.

Mostra L'Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio ai Musei San Domenico di Forlì dal 10 febbraio al 17 Giugno 2018: intervista a Daniele Benati, tra i curatori

L’evento espositivo di Forlì si pone inoltre in una dimensione innovativa. Dice al riguardo il curatore: “La mostra è una carrellata di lavori e di autori che consente di verificare la qualità della riflessione artistica della seconda metà del ‘500 tra Roma, Bologna e i territori dello Stato Pontificio, in risposta a quelle che erano state le accuse del protestantesimo. I visitatori possono ammirare opere di straordinaria bellezza, come quelle del Cavalier d’Arpino, di Federico Zuccari, di Girolamo Muziano, di Giovanni de Vecchi, che sono grandi pittori, ma anche di pittori più famosi, quali, ad esempio, El Greco, che pure lui lavorò a Roma”. Quanto ai pezzi forti c’è da segnalare innanzitutto il Cristo Risorto di Michelangelo in collezione Giustiniani a Bassano Romano, una scultura questa, rimaneggiata nel ‘600 che non si vede quasi mai e che è importante perché con il Cristo nudo, Michelangelo, che sentiva l’urgenza del rinnovamento della Chiesa e aveva preso posizione in tal senso, in seguito a questo nudo è stato accusato di fare un’arte contraria ai dettami cristiani.

“Esporre questo lavoro – specifica Benati – in questo contesto è, pertanto, carico di significato”. In mostra sono poi presenti opere di grandi pittori manieristi, di Lorenzo Lotto, di Rosso Fiorentino di cui è esposto lo Sposalizio della Vergine che arriva dalla chiesa di San Lorenzo di Firenze, di Pontormo di cui si può ammirare la Visitazione. Per passare alla sezione sui Carracci con la Crocifissione di Annibale Caracci che si trova nella chiesa di Santa Maria della Carità a Bologna e di Ludovico Carracci con la Conversione di San Paolo della Pinacoteca di Bologna e che è l’immagine ufficiale della mostra. La mostra si presenta ricchissima di capolavori anche per quanto riguarda la scultura, che assume un posto importante con lavori di grande fascino e qualità artistica, tra cui una serie di busti papali.

“Mi piace ribadire – conclude il curatore – che un tema come quello trattato con questa esposizione non è stato mai affrontato in tutta la sua complessità da nessuna altra parte, nemmeno a Roma. Dopo le grandi mostre dedicate a Palmezzano, Melozzo, Piero della Francesca, tanto per citarne alcune, ecco che Forlì, decidendo di impegnarsi su un tema di livello nazionale così importate, segna un cambio di passo ponendosi nella direzione che va verso delle mostre sempre più di ampio respiro, caratterizzate in termini di un sempre maggiore approfondimento, di un grande studio e di una seria ricerca in campo artistico”.

L’eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio-LE INFO UTILI SULLA MOSTRA

Dal 10 Febbraio al 17 Giugno 2018

Musei di San Domenico di Forlì

Segreteria organizzativa

Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì

Ufficio mostre:
0543 1912030-31

Catalogo:
SilvanaEditoriale

MARILENA SPATARO

Marilena Spataro è giornalista freelance. Nata in provincia di Reggio Calabria, attualmente vive e lavora tra Bologna e la Romagna. Collabora con testate di arte e cultura. Ha diretto una rivista di ecologia e benessere e lavorato presso case editrici di livello nazionale. Svolge anche attività di addetto stampa/PR/organizzazione di eventi