Prodotti Lactalis contaminati da salmonella: pronta class action


Il colosso francese richiama 12 milioni di prodotti dal mercato: “Risarciremo le famiglie danneggiate”

La procura di Parigi ha aperto un'inchiesta su Lactalis dopo la scoperta di salmonella in alcuni lotti di latte in polvere

Si allarga lo scandalo del latte in polvere per neonati prodotto da Lactalis contaminato da salmonella e il colosso lattiero-caseario si dice pronto a risarcire le famiglie danneggiate. Il gruppo francese ha ritirato dal mercato circa 12 milioni di confezioni in 83 Paesi: si tratta prodotti destinati a neonati usciti dal sito industriale di Craon.

Secondo l’ultimo dato disponibile, al 21 Dicembre sarebbero almeno 35 i casi di neonati colpiti in Francia. A fine anno la magistratura francese ha aperto un’inchiesta su Lactalis, il primo gruppo lattiero-caseario al mondo.

Le prime segnalazioni di un rischio di contaminazione da salmonella sono partite ad inizio Dicembre e il 2 l’azienda ha effettuato un primo richiamo del prodotto potenzialmente contaminato. Qualche giorno più tardi, l’8 Dicembre, la produzione nel sito di Craon è stata interrotta per permettere ulteriori controlli che hanno fatto emergere una contaminazione avvenuta nel primo semestre del 2017 probabilmente a causa di lavori nella fabbrica.

L’azienda ha dunque deciso di richiamare ulteriori lotti di prodotti usciti dalla sede di Craon (l’elenco a questo link) e commercializzati in Francia e fuori dai confini francesi. L’amministratore delegato del gruppo Lactalis, Emmanuel Besnier, ha affermato che l’azienda risarcirà tutte le famiglie che hanno subìto un danno.

In Italia al momento non risultano casi, anche se il Codacons si dice pronto ad una class action contro Lactalis.

“Siamo in presenza dell’ennesimo scandalo alimentare, stavolta ancor più grave perché ad essere coinvolti sono neonati, ossia soggetti particolarmente sensibili e a rischio non avendo ancora sviluppato le difese immunitarie” spiega il presidente Carlo Rienzi.

“Il Ministero della salute deve attivarsi immediatamente per verificare se le confezioni di latte contaminato da salmonella sono state vendute nel nostro Paese, e deve dare in tempi brevi informazioni trasparenti ai consumatori” aggiunge.

Sul sito del Ministero della Salute, nella sezione dedicata alle “Note su eventi epidemici all’estero”, l’ultima comunicazione sui casi di salmonellosi risale allo scorso 27 Dicembre e l’Italia non fa parte di quelli inseriti nella lista dei Paesi coinvolti.

“Se sarà accertata la commercializzazione anche in Italia di latte in polvere contaminato, il Codacons non esiterà a presentare una class action contro Lactalis, chiedendo un maxi-risarcimento in favore delle famiglie coinvolte, anche in assenza di patologie nei bambini e solo per i gravi rischi sanitari corsi. Per tale motivo – spiega l’associazione – invitiamo già da adesso i cittadini a conservare scontrini e prove di acquisto del latte in polvere prodotto da Lactalis”.

  • Dino Nick

    Anche se non ci sono lotti incriminati in Italia non sappiamo se con importazioni parallele qualche lotto sia comunque arrivato. Io credo che se tutti i prodotti alimentari fossero marchiati con my-validactor tutti noi saremmo in grado di verificare caratteristiche, tracciabilità ad molto altro su ogni prodotto che intendiamo acquistare. E, in caso di richiami di prodotti già acquistati saremmo informati sul nostro cellulare della gravità del richiamo. Non è fantascienza, è tecnologia che esiste, è italiana e in altre parti del mondo la si sta iniziando ad utilizzare