Ottobre senza piogge: al Centro-Nord è di nuovo emergenza siccità


Precipitazioni ridotte del 79% nella prima decade del mese: campagne a secco e allarme smog nelle città

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Con la siccità a rischio i raccolti di stagione

MILANO – Le piogge di settembre non sono bastate a colmare il deficit idrico in Italia, dopo un’estate segnata da caldo eccezionale e assenza di precipitazioni. Il mese di ottobre, infatti, è stato ancora una volta avaro di piogge soprattutto al Nord e al Centro contribuendo a far scattare di nuovo l’emergenza siccità.

Una perturbazione è attesa per il prossimo weekend ma intanto al Nord Italia, secondo la Coldiretti, è caduta il 92% di pioggia in meno. Non va meglio al Centro, dove in molti territori le precipitazioni sono state del tutto assenti, e dunque scatta di nuovo l’allarme smog nelle città e quello siccità nelle campagne.

Sulla base dei dati Ucea relativi alla prima decade di ottobre emerge peraltro che in media in Italia le precipitazioni sono state ridotte del 79%.

“Si tratta – sottolinea la Coldiretti – dell’ultima anomalia del clima pazzo che ha segnato tutto il 2017 e il risultato è riscontrabile nell’inquinamento delle città, ma anche dal livello dei fiumi con il Po che è sotto di 3 metri rispetto allo zero idrometrico al Ponte della Becca a Pavia, 70 centimetri in meno rispetto allo scorso anno”.

La mancanza di precipitazioni fa crollare le raccolte dei prodotti tipici di stagione, dai funghi ai tartufi le cui quotazioni sono salite alle stelle fino a 450 euro all’etto. Ma con il caldo resistono anche le zanzare che continuano ancora a pungere e si moltiplicano anche gli insetti dannosi per le piante con una vera invasione biblica della cimice marmorata asiatica, originaria della Cina, che sta distruggendo i raccolti nei frutteti, negli orti, ma anche le grandi coltivazioni di soia e di mais nel Nord Italia.

Se in campagna colpisce la siccità, l’alta pressione nelle città aggrava l’emergenza smog provocata dal traffico con l’innalzamento del livello di polvere sottili oltre i limiti che in molte città del Nord, da Milano a Tornino, hanno portato a misure di restrizione della circolazione.

“Di fronte all’evidente cambiamento del clima in atto non si può continuare a rincorrere le emergenze ma – chiede la Coldiretti – bisogna intervenire in modo strutturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato capace di catturare lo smog nelle città”.

“Le piante concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi ma in Italia ogni abitante dispone nelle città capoluogo di appena 31,1 metri quadrati di verde urbano. Per questo sono importanti le misure di defiscalizzazione degli interventi su giardini e terrazzi, anche condominiali, previsti nella manovra che introduce un bonus verde del 36%” conclude la Coldiretti.