Trasporti eccezionali, Conftrasporto chiede una direttiva nazionale

Il presidente Uggè: “Viaggiare è diventata un’impresa impossibile”

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Trasporti eccezionali in difficoltà per la complessità dei permessi e assenza di una direttiva nazionale

ROMA – Per i trasporti eccezionali è sempre più difficile viaggiare su strade e autostrade. Il motivo? Su tutti la complessità dei permessi, come denuncia Conftrasporto. Ma incide anche l’assenza di una direttiva a livello nazionale, che sta progressivamente spingendo il settore verso lo stallo.

A lanciare l’allarme è il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè. Ospite del programma di Isoradio ‘Sulla strada’, Uggè invoca una direttiva a livello nazionale, con disposizioni di carattere generale, per sbloccare la situazione e consentire alle imprese di lavorare.

Le conseguenze infatti, come spiega Conftrasporto, sono pesanti per l’intero sistema economico del nostro Paese.

Tra le regioni maggiormente colpite ci sono la Lombardia, che ha il maggior numero di imprese che operano nel settore dei trasporti eccezionali, e l’Emilia Romagna. Ma il problema si sta estendendo a tutti i territori italiani, a cominciare dalle Marche.

“È scattato da parte di molte amministrazioni il timore di diventare oggetto d’inchiesta da parte della magistratura. Una paura che, in tema di permessi e autorizzazioni per i trasporti eccezionali, si traduce in un eccesso di rigidità” aggiunge Uggè.

“In alcuni casi si scade persino nel ridicolo, se pensiamo che l’autotrasportatore oggi deve pagare un ‘quid’ per ogni passaggio che effettua su alcuni cavalcavia e che si arriva addirittura a chiedergli di verificare la tenuta dei tombini sulle strade che dovrà percorrere” prosegue.

Per Uggè “è chiaro che così non si può andare avanti e che c’è bisogno di un coordinamento, di un punto di riferimento preciso a livello governativo, che non può essere solo il ministero dei Trasporti”.

“L’urgenza di una risposta e i troppi, prolungati, silenzi (anche) su questo tema ci hanno portato ad aderire alla mobilitazione nazionale proclamata per sabato 18 marzo assieme alle maggiori associazioni del settore riunite sotto la sigla Unatras. Se i silenzi del Governo perdureranno questa sarà solo la prima di una serie di iniziative” conclude il presidente di Fai-Conftrasporto.