Terremoto: le frasi di Errani, gli sfollati e l’ecatombe nelle campagne

Ricostruzione a passo di lumaca nel Centro Italia devastato dalla sequenza sismica iniziata il 24 Agosto

Il Commissario straordinario, Vasco Errani

ROMA – Sulla ricostruzione post terremoto nell’Italia Centrale ci sarebbero ritardi evidenti da addebitare in primo luogo all’inefficienza del Governo.

Le dichiarazioni del Commissario Straordinario per la Ricostruzione, Vasco Errani, rilanciate da Panorama, stanno facendo discutere e non poco.

Alla vigilia del sesto mese dopo la prima, forte, scossa che il 24 Agosto rase al suolo Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, gli sfollati sono ancora migliaia.

La mappatura degli edifici lesionati è ancora in corso, anche per colpa delle nuove scosse di terremoto di Ottobre e del 18 Gennaio.

Nonostante l’enorme sforzo delle centinaia di persone (vigili del fuoco, personale della Protezione Civile, etc.) impegnate nelle aree del Centro Italia più colpite, però, la situazione è in fase di stallo.

Nell’audio diffuso da Panorama, relativo a un incontro dello scorso 15 Febbraio con i sindaci dei comuni colpiti, è lo stesso Errani a confermarlo.

Nonostante le promesse degli esponenti del Governo degli ultimi mesi, siamo ancora nella fase di gestione dell’emergenza, è il succo.

Gli sfollati sono oltre 11mila nelle aree colpite dal terremoto

Gli sfollati sono ancora più di 11mila

Le persone assistite, secondo l’ultimo dato della Protezione Civile, sono 11.726. Le migliaia ospitate negli alberghi della costa adriatica però sono in allarme. Dopo aver abbandonato le loro case, distrutte o lesionate dal terremoto, entro poche settimane rischiano di dover lasciare anche le strutture alberghiere, che si preparano alla stagione estiva.

I più fortunati invece hanno fatto ingresso nelle casette, le soluzioni abitative d’emergenza. Oggi a Caldarola, nel Maceratese, il sindaco Luca Giuseppetti ha inaugurato l’area container destinata a ospitare temporaneamente circa 20 persone.

Nelle Marche sono otto i comuni, tutti in provincia di Macerata, che hanno fatto richiesta dell’installazione di aree alloggiative in container.

A questi otto territori si aggiungono, in Umbria, Cascia e Norcia dove le consegne di alloggi sono iniziate lo scorso 23 Dicembre.

Oltre 240 persone, fa sapere la Protezione Civile, sono attualmente ospitate in sei aree attrezzate. Altri 240 posti letto saranno a breve disponibili in altre cinque aree allestite nel comune di Norcia.

Le difficili operazioni di salvataggio degli animali

La strage di animali nelle campagne del Centro Italia

Nelle settimane scorse a lanciare l’allarme sulla lentezza della ricostruzione post terremoto era stata anche la Coldiretti. L’associazione, nei giorni dell’eccezionale ondata di maltempo, aveva alzato il velo sull‘enorme ritardo nella consegna delle stalle mobili.

La conseguenza è stata una vera e propria strage nelle campagne. In sei mesi si contano oltre diecimila animali morti, feriti e abortiti nelle aree del terremoto.

Per Coldiretti, inoltre, non più del 15% degli animali “sfollati” possono essere ospitati nelle stalle provvisorie annunciate.

“Gli allevatori non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore sopravvissuti, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire, o nelle strutture pericolanti” spiega l’associazione.

“Occorre colmare i ritardi accumulati nella realizzazione delle nuove stalle ma anche completare gli allacci della luce e dell’acqua nelle strutture già consegnate. Vanno peraltro denunciati i problemi tecnici rilevati sulle stalle mobili già realizzate, tra allagamenti, qualità dei materiali e inadeguatezza di alcune soluzioni” aggiunge l’associazione.