Allarme del WWF: In Europa aree naturali poco protette

Ecosistema sotto attacco tra cavilli legali e piani di gestione inesistenti o inadeguati

Aree naturali scarsamente protette per piani di gestione inadeguati

ROMA – Più della metà delle aree naturali europee sono protette solo sulla carta per ritardi e inadempienze diffuse nei vari Stati membri.

Lo denuncia un nuovo rapporto lanciato oggi dal WWF. Nel documento sono illustrati anche gli enormi vantaggi per le specie minacciate e le economie locali prodotti dall’applicazione concreta di misure efficaci di tutela da parte della Commissione europea e delle autorità nazionali.

Bruxelles ha confermato di recente che le Direttive Uccelli e Habitat rappresentano il quadro normativo sulla conservazione più rigoroso d’Europa e si è impegnata a rafforzare ulteriormente la loro efficacia.

Il nuovo rapporto del WWF offre un’ampia panoramica dei principali problemi che si devono affrontare “sul campo” e le soluzioni più efficaci per applicare correttamente queste Direttive.

Tra le risposte urgenti e le soluzioni individuate dall’organizzazione per le aree naturali d’Europa figurano l’aumento del numero delle aree marine protette e misure e piani efficaci per tutti i siti naturali comunitari.

Necessari anche maggiori investimenti e un migliore monitoraggio e applicazione degli obblighi di legge.

Queste , secondo il WWF, potrebbero garantire una natura europea realmente protetta e ripristinata nella sua integrità.

Come mostra il report i siti naturali unici come le zone umide, le montagne incontaminate, i fiumi e le aree marine sono minacciati da un mix fatto di cavilli legali, mancanza di adeguate valutazioni di impatto ambientale e piani di gestione inesistenti o inadeguati.

Tutto questo lascia la porta aperta a progetti pericolosi, come quello riguardante la navigazione fluviale del Guadalquivir che sta prosciugando la zona umida di Doñana (Spagna).

Ma anche i grandi impianti sciistici che minacciano la sopravvivenza degli orsi bruni nel Parco Nazionale di Pirin (Bulgaria) o i piani per l’energia idroelettrica illegali nelle Montagne Tarcu (Romania).

In violazione delle direttive Ue sulla natura, il turismo di massa sta minacciando le spiagge di nidificazione di tartarughe marine in Grecia.

Pratiche di pesca distruttive stanno mettendo a rischio banchi di coralli, molluschi e cetacei nel Dogger Bank (Mare del Nord).

Il rapporto segnala anche alcune buone pratiche già messe in atto in molte aree naturali protette con notevoli benefici per la fauna selvatica, le popolazioni locali e le loro economie.

Una forte cooperazione tra le autorità locali e il settore privato ha, per esempio, trasformato in Austria il Tiroler Lechtal in un simbolo di orgoglio locale e meta ideale per il turismo naturalistico.

Grazie alle pressioni della Commissione europea e i divieti di pesca per le reti stagionali in Finlandia, una delle specie di foca più rare al mondo (la foca dagli anelli) si sta riprendendo.

Infine, un nucleo di pescatori artigianali partecipa con successo alla gestione di un’area marina protetta, quella di Torre Guaceto in Italia, anche Oasi WWF, con un sensibile aumento dei loro profitti.

«In Europa abbiamo leggi sulla natura tra le più forti nel mondo, ma allo stesso tempo stiamo perdendo ogni giorno specie e habitat a causa di attività economiche illegali» spiega Andreas Baumüller, responsabile delle risorse naturali dell’Ufficio WWF per la Policy europea.

«La tutela rischia di rimanere solo sulla carta se non è sostenuta da una gestione efficace e un adeguato finanziamento sul territorio. Il nostro report rivela ciò che le istituzioni dell’Ue e le autorità nazionali devono fare con urgenza per arrestare la perdita dei sistemi naturali e perseguire l’obiettivo di un urgente uso sostenibile delle nostre risorse naturali» aggiunge.