Piano lupo, Conferenza Regioni rinvia la decisione

Resta in sospeso la discussa deroga, in via eccezionale, al divieto di abbattimento

La Conferenza delle Regioni ha chiesto e ottenuto il rinvio

ROMA – La Conferenza delle Regioni ha deciso di rinviare la decisione sul discusso Piano di conservazione e gestione per il lupo in Italia.

Il provvedimento è finito nel mirino delle associazioni animaliste per la deroga che in via eccezionale autorizza l’abbattimento di esemplari.

Così oggi il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini ha chiesto e ottenuto il rinvio, accolto dal ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti.

L’ondata di proteste sul web ha spinto dunque la Conferenza a prendere altro tempo per approfondire la questione. Le bacheche dei social in questi giorni sono state invase dall’hashtag #cacciaunNO.

Proprio la contrarietà di gran parte dei presidenti di regione alla deroga per l’abbattimento del lupo ha convinto che fosse necessario prendere altro tempo.

Serracchiani: «Saggia decisione, meglio riflettere ancora»

Per la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, il rinvio «è una saggia soluzione. Meglio riflettere ancora e meglio prima di abbattere i lupi».

«Non passano certo sotto silenzio le ragioni degli allevatori né il complesso di provvedimenti per l’agricoltura. Ma bisogna anche tenere nel debito conto l’evoluzione della nostra sensibilità ambientale» ha aggiunto.

«Per decenni noi e i nostri figli siamo cresciuti nel timore che un animale nobile come il lupo sparisse definitivamente dall’Italia. Ora non è banale cominciare a ripensarlo come a un pericoloso invasore. In ogni caso sono sicura che il rinvio sarà utile a perfezionare una soluzione capace di tutelare con equilibrio l’economia dei territori e la difesa dell’ambiente e del lupo» ha concluso.

Galletti difende il testo: «O non lo hanno letto o sono in malafede»

La protesta delle associazioni animaliste contro l’abbattimento in via eccezionale del lupo

Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha difeso ancora il provvedimento. «Capisco che il Piano per la conservazione del lupo sia un po’ lungo. Ma leggendo molte critiche dico “delle due l’una: o non hanno letto il testo o sono in malafede”» ha affermato.

«In Italia 250-300 lupi all’anno vengono bracconati. E secondo voi è aperta la caccia al lupo o la apro io? Se noi non interveniamo per diminuire la pressione sui territori, i bracconieri continueranno ad ammazzarli. Io di certo non mi giro dall’altra parte» ha proseguito.

Galletti ha spiegato che «in questo testo c’è un nucleo anti bracconaggio con i carabinieri forestali e le polizie provinciali. Cani anti veleni contro i bocconi avvelenati, altre azioni di prevenzione per gli allevatori per proteggersi ed evitare che il lupo mangi i capi di bestiame».

«Io ho il cuore in pace, non sono stato a guardare. Se le Regioni si sfilano e non vogliono approvare questo piano, non lo facciano. La gestione del lupo tocca a loro, io sto dando solo l’inquadramento legislativo. Poi se vogliamo nasconderci dietro un dito e farsi fotografare col lupetto in mano, si faccia pure» ha aggiunto il ministro.

«Ho incontrato agricoltori e allevatori che hanno chiuso le aziende – ha specificato ancora -. Ci sono zone che sono veramente a rischio per le attività economiche a causa della pressione del lupo. Ma questo vuol dire che dobbiamo salvarlo e non ammazzarlo, far vivere pacificamente il lupo con le attività economiche».

«Attraverso il piano – ha continuato Galletti – il Ministero ha offerto una fotografia della realtà e una traccia di lavoro scientifico. Una seria gestione dei conflitti territoriali a volte acuti con allevatori e comunità locali. Complessivamente parliamo di 22 misure di tutela. Solo l’ultima contempla una deroga, del tutto eccezionale, al divieto di rimozione di lupi dall’ambiente naturale».

«Il lupo è l’animale simbolo della libertà e anch’io lo vedo così. Per questo il piano lo protegge, sottraendo spazi territoriali e ragioni emotive al bracconaggio».

Per il WWF il rinvio del Piano lupo è segnale importante

«La decisione di rinviare l’approvazione del Piano per la conservazione e gestione del lupo è un primo importante segnale» ha dichiarato Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia.

Per l’associazione il rinvio rappresenta una autentica polizza assicurativa sulla vita del lupo, richiesta a gran voce dalla maggioranza dei cittadini italiani.

«Il Piano ritorna adesso in discussione in sede tecnica ma il confronto con tutte le parti interessate dovrà partire da un punto fermo. L’abbattimento legale del lupo non può essere un metodo ordinario di gestione dei conflitti tra la specie e le attività zootecniche» aggiunge il WWF.

«Molte delle nostre richieste, rimaste inascoltate, rispecchiano proprio alcune delle problematiche che le Regioni stesse stanno sollevando. L’auspicio, ora, è che si torni ad un confronto sereno e costruttivo con tutti i soggetti interessati. Bisogna arrivare rapidamente all’approvazione di un Piano con azioni concrete ed efficaci che escluda gli abbattimenti legali» conclude.

L’ex ministro Brambilla: «Ha prevalso il buonsenso»

«I lupi non sono ancora salvi, ma per il momento ha prevalso il buonsenso grazie alle azioni di protesta che abbiamo messo in campo».

Così l’ex ministro Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, commenta il rinvio dell’approvazione del Piano di gestione del lupo.

«Non scenderemo a compromessi. Dal testo dovrà sparire ogni accenno alla possibilità di abbattere esemplari di lupo. Gli abbattimenti “di Stato” sono stati proposti per compiacere le lobby degli allevatori e delle doppiette. Avrebbero solo aggiunto nuovo caos ad una gestione del lupo che è inefficiente perché, in realtà, non lo protegge abbastanza dalla furia e dalla stoltezza umane» conclude.