Roaming addio: a giugno telefonate dall’estero meno care


Accordo delle istituzioni europee sull’abolizione delle tariffe aggiuntive. Ma non è tutto oro quel che luccica

Abolizione del roaming dal 15 Giugno 2017

ROMA – Da metà giugno l’utilizzo del cellulare all’estero sarà meno costoso grazie al taglio del roaming.

Parlamento, Consiglio e Commissione europea nella notte hanno infatti raggiunto un accordo sui prezzi all’ingrosso che gli operatori applicano per i servizi di roaming.

Dopo il maxi-taglio dello scorso 30 aprile 2016, dal 15 Giugno 2017 uno dei sovra-costi più odiati dai cittadini dell’Unione sparirà.

Dunque consumatori al riparo dalle super bollette che a volte capitava di ricevere al rientro in patria dopo una vacanza all’estero?

Pare di sì, almeno per il Codacons che stima come i costi aggiuntivi per l’uso dei cellulari all’estero siano costato ai consumatori miliardi e miliardi di euro.

In base ai conti dell’associazione, il roaming è costato ai cittadini europei la bellezza di 8,5 miliardi di euro all’anno. Cifra che ha rappresentato il 10% dei ricavi dei gestori telefonici.

«Basti pensare che nel 2006 un utente pagava da 1 a 6 euro al minuto per fare una telefonata dall’estero, e dai 35 centesimi a un euro per riceverla» spiega il Codacons.

L’associazione accoglie dunque con favore l’accordo sui prezzi raggiunto dalle istituzioni europee « seppure con grave ritardo».

«Il roaming ha rappresentato infatti, per anni, una ingiustizia a danno degli utenti» afferma il presidente Carlo Rienzi.

Per il Movimento 5 Stelle «accordo sul roaming al ribasso»

L’abolizione del roaming internazionale potrebbe avere ripercussioni sui cittadini che beneficiano di tariffe domestiche basse. L’avvertimento arriva da David Borrelli, eurodeputato del Movimento 5 Stelle.

Quello raggiunto a Bruxelles, per il pentastellato, è «un accordo al ribasso perché si rischia di trasformare quella che doveva essere una bella promessa mantenuta dall’Unione europea in una beffa per i cittadini che beneficiano di tariffe domestiche basse e che ora potrebbero essere aumentate».

«La tariffa all’ingrosso per 1 gigabyte di traffico telefonico sarà di 7,7 euro nel 2017 e poi scenderà gradualmente negli anni successivi. A causa delle elevate tariffe massime all’ingrosso i piccoli operatori difficilmente riusciranno a sostenere i costi per garantire il roaming zero a chi viaggia» prosegue.

«Anche grazie al Movimento 5 Stelle la Commissione Industria, Ricerca ed Energia aveva di fatto dimezzato le tariffe all’ingrosso rispetto alla proposta della Commissione europea per il traffico dati. Da 8,5 euro per gigabyte a 4 euro nel 2017, a scendere fino a 1 euro nel 2021» aggiunge Borrelli.

Invece, nel corso dei negoziati, il Consiglio e quindi i Governi dei singoli Stati membri, ha spinto fino a rialzare la tariffa massima all’ingrosso per il traffico dati a 7,7 euro per gigabyte nel giugno 2017. Per scendere a 6 euro nel 2018 e poi a 4,5 euro nel 2019 e così via fino a 2,5 euro nel 2022» spiega il titolare della Commissione Industria, Ricerca ed Energia del Parlamento europeo.

«Dalla promessa di azzerare il roaming siamo arrivati al roaming indiretto per tutti. Una stangata per i cittadini che già in questi mesi hanno subìto rialzi ingiustificati delle tariffe da parte delle compagnie telefoniche, come più volte denunciato dall’Agcom», conclude Borrelli.