Save the Children lancia appello per l’Afghanistan


«Investimenti per non vanificare progressi nel Paese»

Gli sfollati sono in forte aumento in Afghanistan per colpa dell’inasprimento delle violenze in tutto il Paese
Gli sfollati sono in forte aumento in Afghanistan

ROMA – Investire, senza perdere altro tempo, su salute, istruzione e protezione dei bambini in Afghanistan. A pochi giorni dal vertice di Bruxelles nel quale i leader mondiali si confronteranno sulla transizione del Paese, Save the Children lancia un appello per impedire che si vanifichino i progressi faticosamente raggiunti fino ad oggi.

L’organizzazione, in una nota, afferma di essere «particolarmente preoccupata dalle recenti notizie in base alle quali gli aiuti europei all’Afghanistan saranno subordinati al rimpatrio dei richiedenti asilo dall’Europa. Una situazione che porterebbe il Paese al collasso e che metterebbe a repentaglio la vita di molti civili, tra i quali tantissimi bambini».

«Gli aiuti dovrebbero essere assegnati esclusivamente in base ai bisogni dei bambini afgani e dei loro genitori e non subordinati al rimpatrio di migliaia di richiedenti asilo» dichiara Ana Locsin, Direttore di Save the Children in Afghanistan.

«Siamo molto preoccupati dal fatto che senza un sostegno consistente ed immediato della comunità internazionale e un forte impegno in materia di salute, istruzione e protezione, gran parte dei progressi faticosamente raggiunti fino ad ora potrebbero iniziare a sgretolarsi» prosegue Ana Locsin.

«Gli sfollati sono in forte aumento in Afghanistan per colpa dell’inasprimento delle violenze in tutto il Paese: sempre più bambini e famiglie stanno fuggendo dalle proprie case alla ricerca di un posto sicuro. Queste persone sono particolarmente vulnerabili e necessitano del sostegno della comunità internazionale. La triste verità è che l’Afghanistan non è per nulla preparato ad affrontare il rientro».

A peggiorare le cose, negli ultimi due anni si sono intensificati i combattimenti in gran parte del Paese e il reclutamento di bambini soldato è raddoppiato rispetto al 2014. Il 2015, inoltre, è stato l’anno in cui si è registrato il maggior numero di vittime tra i civili dal 2009.