Addio a Tinto Brass, è morto a 93 anni il re dell’eros


Era ricoverato da maggio per problemi di salute. Tra i suoi film icone ‘La chaive’, ‘Monella’ e ‘Così fan tutte’

È morto Tinto Brass, all’anagrafe Giovanni Brass: nato il 26 marzo 1933, è stato il principale maestro del cinema erotico italiano. Oltre che regista era sceneggiatore, montatore e scrittore italiano, figura di spicco della cinematografia nazionale e internazionale. Aveva 93 anni. Era stato ricoverato d’urgenza in ospedale nel maggio del 2026 a causa di una grave infezione sistemica: nei mesi precedenti il ricovero in ospedale, il regista era rimasto bloccato nella propria abitazione a Isola Farnese a causa di una frana che aveva isolato il borgo. La notizia della morte è stata confermata dalla moglie Caterina Varzi e dai figli Bonifacio e Beatrice.

Nel suo lavoro di regista, Tinto Brass ha sempre avuto una cura meticolosa per il montaggio, la fotografia e la scenografia. Ha celebrato il corpo femminile in modo gioioso e anche scherzoso, puntando ad una sensualità aperta e solare, sempre priva di sensi di colpa e in polemica con l’ipocrisia morale. A Brass piaceva comparire nei suoi film in piccoli e brevi camei, cosa che ha fatto spesso.

Istintobrass
Tinto Brass e Claudia Koll

Nato a Milano, cresce a Venezia in una famiglia legata all’arte e al diritto. Il nonno era il pittore Italico Brass (da cui derivò il soprannome “Tintoretto”, poi abbreviato in “Tinto”), mentre il padre Alessandro era un affermato avvocato. Tinto Brass si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Ferrara nel 1957. Appassionato di cinema, si è poi trasferito a Parigi dove lavora come archivista e montatore alla Cinémathèque Française, entrando in contatto con gli ambienti della nascente Nouvelle Vague. Tornato in Italia, ha lavorato come aiuto regista per grandi maestri del calibro di Roberto Rossellini, Alberto Cavalcanti e Joris Ivens.

Agli esordi, Tinto Brass si distingue per uno stile anticonformista, anarchico e incline alla sperimentazione formale. La ‘svolta’ erotica è arrivata a partire dalla metà degli anni ’70, quando la sua poetica mette al centro il tema del sesso, del voyeurismo e della liberazione dai tabù borghesi. Negli anni ’90 e 2000, poi, Brass accentua il tono giocoso, spensierato e provocatorio della propria narrazione.

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I film più iconici della carriera di Tinto Brass

La chiave (1983): Tratto dal celebre romanzo di Jun’ichirō Tanizaki e interpretato da una straordinaria Stefania Sandrelli, è il film della svolta e il più grande successo commerciale e di critica del regista, che lo ha consacrato definitivamente come maestro del genere erotico.
Miranda (1985): Liberamente ispirato alla Locandiera di Carlo Goldoni e ambientato nella Pianura Padana degli anni Cinquanta, vede come protagonista una giunonica Serena Grandi nei panni di un’attraente locandiera divisa tra vari amanti in attesa del marito disperso in guerra.
Paprika (1991): Una pellicola ambientata alla vigilia dell’approvazione della Legge Merlin (che decretò la chiusura delle case di tolleranza), con una memorabile Debora Caprioglio che lavora in un bordello per aiutare il proprio fidanzato.
Così fan tutte (1992): Con protagonista Claudia Koll, il film esplora una sensualità ironica e senza tabù, scardinando i convenzionalismi e i moralismi borghesi dell’epoca.
Monella (1998): Una commedia di iniziazione amorosa ambientata in campagna, con protagonista Anna Ammirati, celebre anche per le iconiche scene della giovane in bicicletta.
Salon Kitty (1975) e Caligola (1979): Due imponenti e ambiziose produzioni internazionali che mescolano erotismo, potere e decadenza storica, la prima ambientata nella Germania nazista e la seconda incentrata sugli eccessi della Roma imperiale con un cast stellare (tra cui Malcolm McDowell e Helen Mirren).