L’Iran risponde agli Usa: attaccate basi in Kuwait, Qatar e Bahrein. Bloccato lo Stretto di Hormuz


Secondo il portavoce del Ministero della Salute iraniano, il bilancio provvisorio dell’offensiva americana è di 14 morti e 78 feriti

Cacciatorpediniere lanciamissili (Foto U.S. Central Command)

L’escalation militare tra Stati Uniti e Iran ha registrato una forte accelerazione nelle ultime ore con l’avvio di un’offensiva aerea da parte di Teheran nel Golfo Persico, in risposta a quella americana. Lo riferisce al Jazeera. Le forze armate iraniane hanno rivendicato una serie di attacchi condotti con l’impiego di numerosi droni contro basi e centri strategici dell’esercito statunitense situati in Kuwait, Qatar e Bahrein.

Nello specifico, i raid hanno preso di mira un sistema missilistico Patriot in Kuwait, un’antenna satellitare di preallarme in Qatar e alcuni depositi di carburante militare in Bahrein. L’esercito di Manama ha dichiarato che i propri sistemi di difesa aerea hanno intercettato e abbattuto diversi vettori nelle prime ore del mattino, mentre a Doha la popolazione è stata temporaneamente invitata a rimanere all’interno delle abitazioni tramite allerte di emergenza sui telefoni cellulari, revocate dopo qualche ora.

IL BILANCIO DEI RAID STATUNITENSI E IL BLOCCO DEI TRASPORTI

La risposta iraniana segue i bombardamenti condotti dalle forze statunitensi negli ultimi due giorni contro obiettivi in cinque province dell’Iran, lanciati in ritorsione a precedenti attacchi contro navi commerciali. Secondo il portavoce del Ministero della Salute iraniano, Hossein Kermanpour, il bilancio provvisorio dell’offensiva americana è di 14 morti e 78 feriti, di cui 47 si trovano ancora ricoverati in ospedale.

STALLO A HORMUZ E CONSEGUENZE SUL MERCATO DEL GNL

Sul piano geopolitico, la situazione si trova in una fase di stallo: Washington intende impedire il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz, mentre Teheran considera il canale strategico un elemento di deterrenza indispensabile per mantenere la propria posizione negoziale con gli Stati Uniti.

La crisi ha provocato un immediato rallentamento del traffico marittimo nello stretto, con inevitabili nuove ripercussioni economiche.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)