Filippo Capobianco e Martina Lauretta e la poetessa Antonella Lattanzi ospiti della II edizione di Seminare Idee


“Quando il desiderio diventa parola e riscrive il mondo”: i poetry-slammer Filippo Capobianco e Martina Lauretta e la poetessa Antonella Lattanzi ospiti della II edizione di Seminare Idee Festival Città di Prato (5-7 giugno)

filippo capobianco seminare idee

Là dove la retorica di ogni altro tipo di discorso – scientifico, filosofico, religioso, amministrativo – inizia a fallire, “le maigre feu” della poesia torna ad alimentarsi. In quel momento il linguaggio poetico diventa forse l’unico strumento capace di (ri-)pensare le crisi di un’epoca. Declamata, cantata, recitata e poi persino danzata, la poesia permette al poeta di osare l’impensabile: attraverso di essa il mondo non viene soltanto reinterpretato, ma riscritto dalle fondamenta. E mentre nella società odierna, un linguaggio sempre più frammentato e disgregato genera confusione e caos, nella II edizione di Seminare Idee Festival Città di Prato (5-7 giugno) – il festival di approfondimento e condivisione culturale ideato e diretto da Annalisa Fattori e Paola Nobile e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, con il patrocinio e il contributo della Regione Toscana e in collaborazione con la Provincia di Prato, che quest’anno avrà come tema il Desiderio – si prova, attraverso l’arte della poesia a ricostruirlo, il linguaggio, e insieme, a immaginare un mondo nuovo.

Sabato 6 marzo alle ore 18.30, al Giardino Buonamici, i poetry slammer Filippo Capobianco e Martina Lauretta saranno i protagonisti di una serata all’insegna della poesia performativa dal titolo Una bufala sotto le stelle. A partire da un’immagine evocata da Giulio Cesare nel De Bello Gallico, si parlerà di poesia, cioè di quell’arte che prende le parole che usiamo ogni giorno, le mescola in modi nuovi e crea strabilianti immagini che si infilano nella realtà e sono capaci di cambiarla per sempre. È successo con la rappresentazione di certi desiderantes, di cui narrava Giulio Cesare, cioè i soldati che aspettavano sotto le stelle il ritorno all’accampamento dei compagni in missione e da cui si pensa sia nata la parola Desiderio, che mescola attesa, assenza, speranza. Un’immagine molto potente. Ma che rapporto ha quest’immagine con la realtà? Uno la può raccontare così, senza andare a leggersi il De Bello Gallico e controllare?

Domenica 7 marzo alle ore 9.30, al Chiostro San Domenico, la poetessa Antonella Anedda sarà protagonista dell’incontro Chi semina libri, fa nascere parole.
In uno dei suoi libri più belli, La Semaison. La Semina, Philippe Jaccottet parla di paesaggi e di quei semi particolari che sono i libri. Parla del desiderio che ci spinge alla lettura. Come i semi affidati al vento possono far nascere piante inattese così le parole – nella terra che le accoglie, generano ogni volta qualcosa di nuovo.
“Ho lavorato tutto il giorno senza pena nella miniera d’oro della mente” scriveva Emily Brontë, ricordandoci che leggere, scrivere, pensare e imparare nonostante siano attività che affaticano la mente, sono anche espressioni di un desiderio condiviso: intensificare la vita. Antonella Anedda ci porterà alla scoperta di testi e nomi diversi, tutti accomunati dalla volontà di far rivivere e alimentare la fiamma della poesia. Non si cercherà di definire il Desiderio, ma piuttosto di interrogarlo, in quello spazio che scaviamo ogni volta che leggiamo, ascoltiamo, impariamo.

Filippo Capobianco (Pavia, 1998) è poeta, attore e artista performativo. Laureato in fisica, nel 2023 vince la Coppa del Mondo di Poetry Slam. Il suo primo spettacolo teatrale Mia mamma fa il notaio, ma anche il risotto è presentato in rassegne e stagioni internazionali e vince il FringeMI Festival 2024. Con il suo libro Le supernove non fanno rumore / e tu, tossisci a teatro? (Baldini+Castoldi, 2024) riceve il premio “Giovane promessa della letteratura nazionale”. È co-curatore dell’antologia Arrivano i barbari, voci del poetry slam, edito da Corriere della Sera e Solferino.

Martina Lauretta (Ragusa, 1998) è attrice, autrice e operatrice culturale. Dopo il diploma presso la SDM, entra nel circuito Poetry Slam L.I.P.S. La sua attività si articola fra progetti performativi site specific, spettacoli (Cercando Carla, Festival Immersioni, Piccolo Teatro di Milano, 2025; “Scampoli”, spettacolo di cui è co-autrice con Filippo Capobianco, regia di Gabriele Colferai) e laboratori di poesia manuale e di scrittura creativa per bambini e ragazzi. È co-curatrice dell’antologia Arrivano i barbari, voci del poetry slam, edito da Corriere della Sera e Solferino.

Antonella Anedda (Roma, 1955) è una delle maggiori poetesse e saggiste del nostro tempo.  Dopo la laurea in storia dell’arte moderna, ha collaborato con diverse riviste e giornali. Le sue raccolte hanno vinto numerosi premi letterari: il Montale, il Napoli, il Pascoli, il Viareggio, il Puškin, il Celle Arte e natura, il Saba. L’edizione bilingue dei suoi primi cinque libri è stata tradotta in inglese per la casa editrice Bloodaxe dal poeta Jamie McKendrick. L’ultimo libro si intitola La vita nei dettagli (Electa, 2025).