Rinviato a domani l’interrogatorio in carcere. L’avvocato: “Perizia psichiatrica ineludibile”
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“Ho preso un coltello da cucina, sono uscito di casa e sapevo che quel giorno morivo“. È l’unica frase di senso compiuto che Salim el Koudri – il 31enne arrestato per l’agguato in via Emilia centro a Modena – ha riferito al suo avvocato Fausto Gianelli che oggi lo ha incontrato nel carcere di Modena.
Un racconto vago e annebbiato, con ricordi che spesso dovevano essere stimolati dallo stesso legale. “Andavo più forte che potevo”, ha detto anche. E quando è stato informato delle condizioni dei feriti, tra cui la donna che ha perso le gambe, avrebbe risposto: “Che cosa tremenda”.
“Ho bisogno di qualcuno che mi capisca”. Lo ha detto El Koudri all’avvocato. “Lui non m’ha nemmeno chiesto di incontrare la famiglia, gli ho detto io che chiederò un’autorizzazione al colloquio e lui mi ha detto “Ah, sì, va bene, ma loro vogliono? – ha aggiunto il legale -. Ma in prima battuta ha chiesto le minime cose, le sigarette, ha chiesto di avere qualche libro da leggere, e la Bibbia. Una domanda un po’ singolare, perché non è un musulmano credente, lo sapevamo, non frequenta la moschea, non fa il Ramadan, ma neppure un praticante cattolico” ha spiegato.
Nel 2022 El Koudri si rivolse a un centro di salute mentale dicendosi che si sentiva perseguitato e iniziò a prendere delle pastiglie. La famiglia non sarebbe stata a conoscenza del percorso di cure che il giovane ha intrapreso e interrotto nel 2024.
L’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari è fissata per domani mattina. L’uomo deve rispondere di strage e lesioni aggravate dall’uso del coltello. “Siamo collaborativi, ma non so se domani sarà in grado di fare ragionamenti“, spiega il suo difensore.
Le mail all’università di Modena
“Voglio lavorare” e “bastardi cristiani di merda voi e il vostro gesA’ cristo in croce lo brucio“. Così Salim El Koudri in una mail all’università di Modena, il 27 aprile del 2021, secondo quanto rivela il Corriere.it.
Il carteggio con l’università inizia alle 19.28. “Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dovete ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene”, scrive nella prima mail. Poi pochi secondi dopo: “Voglio lavorare”. Alle 19.48 arriva la mail successiva: “Bastardi cristiani di merda voi e il vostro gesA’ cristo in croce lo brucio”. Poi le scuse alle 20.38: “Mi dispiace per la maleducazione”. Un anno dopo, il 2 febbraio del 2022, El Koudri scrive di nuovo all’università: “Non riesco a trovare lavoro coerentemente con i miei studi e non so cosa fare. Sono da solo ho 27 anni e vivo con i miei genitori stranieri. Cosa mi consigliate di fare? Grazie”.
“Le mail che stanno divulgando sono mail del 2021, sono scritti di cinque anni fa – dice l’avvocato Gianelli – Su tutto il materiale informatico contenuto nei dispositivi informatici del mio assistito sarà necessaria una perizia“.
Le condizioni delle vittime
Lieve miglioramento delle condizioni dei feriti. I due coniugi ricoverati con diversi traumi all’ospedale Maggiore di Bologna sono in rianimazione e in condizioni stabili. Per quanto riguarda i pazienti ricoverati all’ospedale di Baggiovara, la turista tedesca di 69 anni, a cui sono state amputate entrambe le gambe dopo essere stata schiacciata contro la vetrina di un negozio, è stata estubata ed è cosciente, mentre la 53enne polacca è stata sottoposta a diversi interventi chirurgici.
Per entrambe la prognosi resta riservata. Per il paziente 59enne, che ha riportato un trauma facciale, la prognosi è di 30 giorni. Degli otto feriti, tre erano già stati dimessi nella mattinata di ieri.