Mattarella in occasione dei David: “Il cinema ha camminato con la Repubblica. Ha raccontato, emozionato e trasmesso idee”


Al Quirinale la presentazione dei candidati ai Premi “David di Donatello” 2026

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale i candidati ai Premi “David di Donatello” per l’anno 2026.

La cerimonia, condotta da Claudio Bisio, è stata aperta dalla proiezione di un video a cura di RaiTeche a cui è seguito l’intervento di Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello e del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

La lettura delle candidature ai Premi “David di Donatello” è stata intervallata dall’esecuzione di alcuni brani eseguiti da Stefano Di Battista Jazz Quartet tratti da colonne sonore del cinema italiano e internazionale.

Il messaggio del Presidente

Il cinema ha accompagnato e interpretato la crescita del nostro Paese, contribuendo a sospingerne il cammino nell’orizzonte della libertà e della democrazia. Ha aiutato a formare il linguaggio degli italiani, a percepirlo come un patrimonio prezioso e condiviso. Non sono poche le immagini del cinema divenute vere e proprie icone.

Ricorre quest’anno l’ottantesimo di “Sciuscià”, di Vittorio De Sica, punta tra le più alte del neorealismo, che l’anno dopo vinse il primo Oscar italiano. In quello stesso anno nasceva la Repubblica. L’Italia nutriva volontà di ricostruire dalle macerie della guerra e della dittatura e, attraverso lo schermo del cinema, guardava sé stessa senza nascondere le realtà più problematiche e senza rinunciare ai valori umani più profondi; quelli che consentono di progredire. Il cinema ha camminato con la Repubblica. Ha raccontato, ha emozionato, ha catturato attenzioni, ha trasmesso idee, ha provocato divertimento e commozione.

Il cinema è stato anche il volto, e un vanto, del nostro Paese lungo questo percorso. Ne è stato testimone eccellente e apprezzato. Ha fatto conoscere il genio e il gusto italiano. Ha attratto simpatia, curiosità, amicizia. Ha mostrato al mondo la nostra bellezza, i nostri paesaggi, il nostro modo di vivere, la nostra socievolezza.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Nei decenni il cinema è cambiato con l’Italia

Nelle forme narrative, nell’estetica, nelle tecnologie, nei generi, nei contenuti. Non molto tempo fa – era già cominciato il nuovo secolo – ci si chiedeva se il cinema sarebbe sopravvissuto, e in che modo, alla potenza della televisione, e poi alla moltiplicazione delle piattaforme e dei canali di comunicazione.

Il cinema è anche lavoro

L’industria cinematografica e dell’audiovisivo italiana occupa oltre centomila persone, tenendo conto dei tanti – davvero tanti – mestieri indispensabili per realizzare i prodotti. A essi va aggiunta una lunga filiera di produzione e di servizi, con un indotto che va ben al di là di quanti sono direttamente impegnati nei film e nelle serie tv.

Una ricchezza culturale e sociale, dunque, com’è noto. Ma anche economica. Che può essere conservata e accrescersi soltanto se saremo capaci di tenere alta la qualità delle ideazioni, la competitività delle produzioni, il legame con il pubblico. Il cinema deve continuare il suo cammino perché è il nostro cammino.

Oggi la comunità del cinema manifesta una diffusa preoccupazione per il futuro. Occorre dialogo, confronto aperto, senza pregiudiziali. Di fronte a difficoltà l’intesa tra le istituzioni e le componenti del settore può essere un moltiplicatore di risorse e di energie.

Sergio Mattarella con Ornella Muti e Luca Medici (foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Esprimo i miei complimenti ai destinatari dei premi già assegnati: a Gianni Amelio, per la regia dei suoi film di successo, a Vittorio Storaro, che aggiunge questo prestigioso premio italiano ai suoi tre Oscar, a Bruno Bozzetto, straordinario disegnatore e creatore di storie. Saluto Ornella Muti – è un piacere averla qui tra noi, quest’oggi, per ritirare il premio conferitole lo scorso anno. E ringrazio Checco Zalone – ormai, contro l’anagrafe, dobbiamo chiamarla così, necessariamente, altrimenti non la riconosceremmo – vincitore del premio dello spettatore, per simpatia e anche per incassi.