In occasione della partenza del Giro d’Italia 2026 (8 maggio) è stata realizzata un’analisi sull’economia della Corsa, con dati mai stati pubblicati in questa forma
Un’analisi inedita del Centro Studi Gambling.com mappa l’economia della Corsa Rosa. Le squadre dipendono dagli sponsor per oltre l’80% del budget, una bici da competizione costa quanto un’auto e il settore alimentare è il più rappresentato tra gli sponsor dell’evento.
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I dati principali dell’analisi:
- 33,8 a 1: è il rapporto tra il premio al vincitore della classifica generale (265.888€) e quello al decimo classificato (7.863€).
- ~60%: tanto sono cresciuti i budget dei team WorldTour dal 2021; il montepremi della Corsa Rosa, invece, dal 2018 non si è mosso di un centesimo.
- 13.000€: il costo medio di una bicicletta da competizione; con 8 corridori per squadra, il solo parco bici supera i 100.000€ per team.
Ogni maggio l’Italia si ferma per il Giro. Si discute di tappe, di favoriti, di maglie. Mai di soldi. Eppure dietro la corsa ciclistica più seguita del Paese si muove un’economia che merita di essere raccontata con la stessa attenzione riservata al Blockhaus o alla cronometro.
Il Centro Studi Gambling.com ha ricostruito — a partire da dati pubblici RCS Sport, regolamenti UCI e dichiarazioni dei team — la struttura economica del Giro d’Italia: quanto costa partecipare, quanto si guadagna, chi paga e chi incassa.
Il numero che sorprende
Il montepremi del Giro d’Italia segue una curva brutale. Il vincitore della classifica generale incassa 265.888€. Il decimo classificato 7.863€.
Secondo il Centro Studi Gambling.com il rapporto è di 33,8 a 1 — una concentrazione di valore sul podio che non ha equivalenti nel calcio italiano, dove anche l’ultimo in classifica genera ricavi significativi. Nel ciclismo, dal quarto posto in giù il premio diventa simbolico.
Un dato ulteriore: il montepremi del Giro d’Italia è rimasto invariato dal 2018, quando RCS Sport lo alzò del 10%. Da allora la cifra non è più stata aggiornata — nonostante il budget medio di un team WorldTour sia cresciuto di circa il 60% solo negli ultimi cinque anni, passando da 20 a 33 milioni di euro.

Il paradosso delle squadre
Costruire un team competitivo costa molto. Una singola bicicletta da gara vale tra 8.000 € e 15.000€, con una media di 13.000€. Moltiplicata per otto corridori, la sola dotazione di bici supera i 100.000€ — prima di contare riserve, cronometro e allenamento. A questo si aggiungono ingaggi (60% del budget), staff medico-tecnico, logistica con autobus attrezzati e TIR dedicati.
Come si copre tutto questo? Per oltre l’80% con gli sponsor. Lo sponsor principale garantisce il 60% delle entrate, altri partner il 20%. I proventi dalle gare pesano solo per il restante 20%. Perdere il main sponsor, per una squadra di ciclismo, non è un problema finanziario — è una crisi esistenziale.
Chi finanzia il Giro
Il Giro d’Italia 2026 può contare su oltre quaranta partner, da Banca Mediolanum a Red Bull, dalle Regioni ospitanti a RAI e La Gazzetta dello Sport. L’analisi del Centro Studi rivela che il settore alimentare è il più rappresentato tra gli sponsor, con quattro brand presenti: Conad, Cioccolato Novi, Giovanni Rana e Acqua Lauretana. L’automotive e la componentistica seguono con Continental, Citroën e Suzuki.
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Un’industria da 2 miliardi
A inquadrare la portata complessiva dell’evento contribuisce un dato esterno: secondo l’Osservatorio sullo Sport System Italiano di Banca Ifis, il Giro d’Italia genera un impatto economico superiore ai 2 miliardi di euro — tra spesa diretta degli spettatori, indotto turistico e ricadute nei mesi successivi.
È il numero che spiega perché la Bulgaria abbia investito per ospitare, per la prima volta nella storia, la Grande Partenza.
L’edizione 2026
La 109ª edizione parte l’8 maggio da Nesebăr (Bulgaria) e si chiude il 31 maggio a Roma. Il favorito per la Maglia Rosa è il danese Jonas Vingegaard, al debutto al Giro dopo aver vinto Tour de France (2022, 2023) e Vuelta (2025). Tra i principali avversari, l’australiano Jai Hindley (vincitore nel 2022) e il marchigiano Giulio Pellizzari, 22 anni, sesto sia al Giro che alla Vuelta 2025.