![]()
I dati BASF confermano il ruolo trainante di nutrizione e agricoltura per il settore chimico in Italia, mentre l’agroalimentare si consolida come primo comparto europeo per valore aggiunto
Incertezze geopolitiche e pressioni sui costi energetici non fermano l’economia italiana, che continua a trovare nelle proprie eccellenze settoriali una solida base di tenuta. Tra queste, il binomio chimica-agricoltura emerge con crescente evidenza come asse portante del sistema produttivo nazionale. L’agroalimentare italiano, considerando l’intera filiera dal campo alla tavola, rappresenta circa il 15 per cento del prodotto interno lordo, un dato che colloca il Paese al vertice europeo per capacità produttiva e qualità delle produzioni.
I risultati BASF Italia: nutrizione e agricoltura come motori di crescita
A confermare questa tendenza sono i dati diffusi da BASF Italia, il colosso chimico che nel 2025 ha registrato vendite per 1.743 milioni di euro. L’amministratore delegato Manuel Pianazzi ha definito i risultati complessivamente in linea con l’andamento del gruppo, sottolineando tuttavia come siano i segmenti legati alla nutrizione e all’agricoltura a trainare le performance aziendali nel nostro Paese.
Il comparto Agricultural Solutions ha chiuso l’anno con una crescita dell’1,7 per cento, sostenuto da una domanda solida e da un forte legame con le filiere strategiche italiane. Sul fronte dell’innovazione, BASF ha proseguito nell’integrazione della piattaforma digitale Hort@, puntando a consolidare il proprio ruolo di riferimento nell’Agricoltura 4.0. Il segmento Nutrition & Care ha confermato a sua volta un contributo positivo, evidenziando come il baricentro del mercato chimico si stia progressivamente spostando verso ambiti legati alla sostenibilità e alla sicurezza alimentare.
La chimica italiana tra sfide strutturali e nuove direzioni
Il quadro complessivo dell’industria chimica in Italia presenta tuttavia luci e ombre. Quinta industria del Paese con oltre 113 mila addetti e un fatturato di 65 miliardi di euro nel 2024, la chimica sconta le difficoltà dei comparti più ciclici. Il segmento Materials di BASF, ad esempio, ha registrato un calo dell’11,7 per cento, penalizzato dal rallentamento strutturale di settori come l’automotive e l’edilizia. A livello nazionale, Federchimica segnala il quarto anno consecutivo di contrazione della produzione, con i costi energetici italiani che restano tra i più elevati d’Europa.
Eppure, proprio questa fase di trasformazione sembra aprire nuovi scenari. La crescita dei segmenti legati all’alimentazione e alla protezione delle colture indica una riconfigurazione del settore chimico, sempre più orientato verso applicazioni a servizio dell’agricoltura e della nutrizione. Il decreto agricoltura convertito in legge nel 2024 ha peraltro stanziato oltre 500 milioni di euro per sostenere le filiere in difficoltà, confermando l’attenzione istituzionale verso il comparto.
L’agroalimentare italiano primo in Europa
I dati del Rapporto ISMEA 2025 fotografano un settore in piena salute. L’Italia si conferma primo Paese europeo per valore aggiunto agricolo con 44,4 miliardi di euro. L’export agroalimentare ha raggiunto valori prossimi ai 70 miliardi, con un saldo della bilancia commerciale passato da un deficit di 6 miliardi nel 2015 a un surplus di 2,8 miliardi. Nei primi nove mesi del 2025, le esportazioni del comparto sono cresciute del 5,7 per cento, a conferma di una traiettoria solida e in espansione.
Agricoltura e regime de minimis: le regole che sostengono il settore
A sostenere la competitività del comparto agricolo italiano contribuisce anche il quadro normativo degli aiuti di Stato. Il regime de minimis, disciplinato dal Regolamento UE 2023/2831, rappresenta lo strumento principale attraverso cui le imprese agricole possono accedere ad agevolazioni pubbliche senza incorrere nelle restrizioni previste dalla normativa europea sulla concorrenza.
Un tema tornato al centro dell’attenzione dopo che il governo ha confermato che gli esoneri contributivi concessi agli agricoltori colpiti da emergenze climatiche rientrano proprio in questo regime, con l’obbligo per le imprese di presentare un’autocertificazione prima della concessione degli aiuti. Si tratta di un meccanismo che interessa trasversalmente il settore, dalla piccola azienda familiare fino alle realtà più strutturate, e la cui conoscenza è fondamentale per accedere correttamente ai sostegni disponibili. Per orientarsi tra soglie, vincoli e modalità di calcolo, può essere utile consultare una guida al regime de minimis aggiornata alle ultime disposizioni normative.
In prospettiva, il legame tra chimica e agricoltura appare destinato a rafforzarsi ulteriormente. La transizione verso modelli produttivi più sostenibili, la digitalizzazione delle pratiche agronomiche e la crescente domanda globale di sicurezza alimentare rappresentano altrettante direttrici lungo le quali l’industria italiana può consolidare il proprio vantaggio competitivo. BASF, dal canto suo, ha ribadito l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2045, in un percorso che intreccia innovazione chimica e vocazione agricola del territorio nazionale.