In Italia la copertura vaccinale non è ottimale, e i casi certi nei primi cinque mesi dell’anno sono stati 472
La morte per morbillo di un bambino deceduto in America nella contea di Lewis, nel nord dello Stato di New York, fa tornare a discutere di questa malattia che può fare ancora paura. E che in Italia, hanno messo in guardia gli esperti poco tempo fa, non è debellata e vede casi in crescita. Complice anche il fatto che la copertura vaccinale non è al di sopra del livello di guardia in nessuna regione italiana ed è disomogenea. Tanti non hanno fatto la seconda dose, e questo vanifica l’efficacia dei vaccini.
La situazione in Italia
Dall’autunno del 2023 i casi di morbillo in Italia sono in crescita, soprattutto tra giovani e bambini. E la copertura, ha avvertito una circolare del ministero di poco più di un mese fa, vacilla. Nessuna regione infatti raggiunge la soglia raccomandata – il 95% – per la seconda dose di vaccino contenente morbillo. Quella nazionale si attesta all’84,45%. L’Italia si trova dunque al momento al di sotto degli standard previsti dall’Organizzazione mondiale della sanità. E la circolazione di questa malattia potrebbe aumentare, in particolare tra i soggetti non immunizzati. Cosa ha detto il ministero? Ha raccomandato di “potenziare i sistemi di sorveglianza”, assicurando una tempestiva indagine epidemiologica dei casi sospetti e la conferma di laboratorio, soprattutto ha proposto di incentivare campagne vaccinali mirate.
Tra gennaio e maggio 2026 i casi confermati sono stati 472, contro i 322 dello stesso periodo del 2025. E per il 2026 ci sono anche 609 casi al momento classificati come ‘possibili o probabili’. I dati, contenuti in un’analisi epidemiologica del ministero della Salute, ricordano un totale di 1.045 casi nel 2024, poi scesi a 497 nel 2025.
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Chi si ammala?
Oltre il 90% dei contagiati non era vaccinato, quasi il 6% aveva ricevuto una sola dose. Nel 2026, i casi sono ricominciati a salire, con un aumento più marcato in Calabria, passata da 17 a 265 casi, e in Campania, da 18 a 100. Crescono anche Toscana, da 6 a 49.
Considerando i casi segnalati nel 2026, l’età mediana risulta pari a 30 anni. La fascia di età maggiormente interessata è quella compresa tra 15 e 39 anni (345 casi), seguita dalla fascia 40-64 anni (124 casi) e da quella 0-4 anni (98 casi), evidenziando una maggiore incidenza del fenomeno nella popolazione adulta. L’incidenza più alta è stata osservata nei bambini con meno di 4 anni (49,4 casi per milione), a seguire gli adulti con fascia di età 15-39 anni (22,3 casi per milione).
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L’Oms ha stabilito che, vista l’elevata trasmissibilità del virus del morbillo, è richiesto il raggiungimento di coperture vaccinali al 95% con due dosi per interrompere la trasmissione e garantire l’immunità di gregge nelle coorti target (bambini, adolescenti e gruppi vulnerabili). In Italia questa soglia non è raggiunta in nessuna regione italiana per entrambe le dosi. (dati disponibili relativi al 2024). I valori più bassi in Sicilia, con il 67,88%, in Campania, con il 71,89%, e nella Provincia autonoma di Bolzano, con il 73,69% (dati Agenbio).