Israele, le quattro condizioni di Eisenkot per l’alleanza con i partiti arabi: “La porta del governo è aperta a chi le accetta”. Le scrive lo stesso leader del partito Yashar in un lungo post pubblicato su X
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Gadi Eisenkot ha stabilito quattro condizioni che qualsiasi partito o partner che intenda unirsi alla sua coalizione deve necessariamente accettare per arrivare a una maggioranza in grado di governare Israele.
Secondo fonti dell’Agenzia Dire, tra i requisiti c’è quello di riconoscere Hamas come un’organizzazione terroristica che deve essere smantellata. Altro punto fondamentale è l’accettazione di uno Stato ebraico e democratico. Eisenkot chiede anche ai potenziali alleati un allineamento con i valori e i principi della Dichiarazione di indipendenza di Israele. E ancora l’impegno al servizio obbligatorio, militare o civile.
EISENKOT: PORTA GOVERNO APERTA A CHI ACCETTA I 4 PRINCIPI
Ogni membro della Knesset disposto a firmare le quattro condizioni dettate da Gadi Eisenkot “è un partner potenziale sulla via alla formazione di un nuovo e migliore governo per Israele. La porta del governo che formeremo sarà aperta a ogni rappresentante eletto che accetti questi principi e sia pronto a elevarsi alla grandezza del momento”. Lo scrive lo stesso Eisenkot in un lungo post su X, dove mette nero su bianco le quattro condizioni che i potenziali alleati devono sottoscrivere per mettere insieme l’alleanza e governare il Paese.
“Nel corso della campagna elettorale, mi sono posto l’obiettivo di formare un governo sionista statale con il consenso nazionale più ampio possibile, che porti a una guarigione e a un cambiamento fondamentale nella direzione verso cui Israele sta andando”, rimarca Eisenkot. Che poi elenca le condizioni: “Riconoscimento di Israele come stato ebraico, democratico, liberale ed egualitario; Impegno per i valori della Dichiarazione d’Indipendenza; Obbligo di servizio per tutti i cittadini israeliani – militare, nazionale e civile; Riconoscimento di Hamas come organizzazione terroristica e obbligo di distruggere il suo potere militare-politico nella Striscia di Gaza”.
Eisenkot afferma poi di voler agire per realizzare “immediatamente” una maggioranza parlamentare “netta, a beneficio di tutti i cittadini israeliani”. Il governo che intende formare, ribadisce, deve essere “sionista e statale, ampio il più possibile. A tal fine, agirò in coordinamento con i miei partner e mi adopererò per ampliare la partnership, al fine di realizzare la volontà degli elettori e migliorare immediatamente la situazione interna e internazionale dello Stato di Israele”.
Tra le altre azioni che Eisenkot intende mettere in campo, c’è l’istituzione di una commissione d’inchiesta statale, l’obbligo di servizio per tutti, un’azione “immediata” per “aumentare e rafforzare il numero di chi serve nelle Idf, un riconoscimento e un apprezzamento adeguati per chi serve, l’abrogazione delle leggi del colpo di stato costituzionale e altro ancora”. Poi l’avviso: “Non lasciate che nessuno vi inganni: nello Stato di Israele è la Knesset a dare la fiducia al governo, e non viceversa”.
Soffermandosi sulle elezioni, evidenzia che “in qualunque modo si guardino i numeri, la maggioranza dei cittadini israeliani, con un margine di oltre mezzo milione di voti, ha votato contro il governo del 7 ottobre e l’evasione, e a favore del cambiamento – una maggioranza tra tutti i cittadini israeliani, e una maggioranza tra il pubblico sionista che serve”. Questa tornata elettorale, prosegue, è “la più decisiva nella storia di Israele, e i loro risultati sono chiari, anche se c’è chi cerca di screditarle. Ho promesso di ricucire Israele e di porre fine alla cultura della menzogna che Netanyahu ha guidato e che ci ha disintegrati dall’interno- è l’attacco all’avversario- Ho promesso che, sotto la mia guida, la parte A non prevarrà sulla parte B, che l’era del ‘noi’ e del ‘loro’ è finita. Alla luce di queste promesse, continuerò ad agire anche nelle prossime settimane”. Il 27 ottobre il Paese “ha detto la sua, e la decisione sulla composizione del prossimo governo di Israele spetta solo ai cittadini israeliani, senza interferenze e manipolazioni – così deve essere. Ora spetta a noi, i rappresentanti del pubblico, il dovere di fare tutto il possibile per tradurre in realtà la volontà del popolo”.
Per Eisenkot “il fallimento del 7 ottobre e la realtà di sicurezza, interna, economica e internazionale che ne è seguita richiedono decisioni coraggiose e tempestive. Agirò in ogni modo per portare a un consenso nazionale ampio il più possibile, affinché possiamo iniziare la riparazione e la ricostruzione. n conclusione, la guerra contro i nostri nemici non è finita. Gli obiettivi della guerra non sono stati raggiunti. Fino alla formazione del governo, darò sostegno alle operazioni militari solo se ci saranno minacce dirette e immediate contro Israele che non possono aspettare l’insediamento del governo”. Detto questo, “siamo di fronte a settimane intense, complesse e piene di spinte e bugie. Intendo agire con coraggio e con un grande impegno verso l’elettore e lo stato per realizzare la sua volontà – in silenzio e con creatività. Faremo e riusciremo, per tutti noi e per lo Stato di Israele. Me ne assumo l’impegno”, è la chiosa.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)