Record di matricole nelle università italiane: oltre due milioni di studenti. L’allarme del Cnel: “La quota di laureati tra i 25 e i 34 anni in Italia è ferma al 31,6%, ben lontana dalla media OCSE del 44,1%”
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Il sistema universitario italiano registra un record storico nell’anno accademico 2024/2025, raggiungendo la quota di 2,05 milioni di iscritti. Si tratta di un incremento del 16,9% rispetto al 2018/2019, trainato anche dagli atenei telematici che oggi rappresentano circa il 18% del totale. Lo certifica la relazione CNEL sui servizi pubblici 2026, precisando che la crescita della partecipazione studentesca avviene in controtendenza rispetto al generale calo demografico del Paese. Tuttavia la relazione CNEL evidenzia gravi ritardi rispetto agli standard internazionali.
La quota di laureati tra i 25 e i 34 anni in Italia è ferma al 31,6%, ben lontana dalla media OCSE del 44,1%. Parallelamente, aumenta il numero dei laureati, che passa dai 327mila del 2018 ai circa 414mila del 2024. Tra i titoli conseguiti nel 2024 prevalgono nettamente le lauree triennali (56,2%), seguite dalle magistrali (34,5%) e dai corsi a ciclo unico (9,3%). Sotto il profilo delle discipline, l’area economico-giuridico-sociale raccoglie la quota maggiore con il 36,3% dei titoli. Ottime performance si registrano per le materie STEM, che rappresentano oltre un titolo su quattro (25,6%), seguite dall’area artistico-letteraria (20,8%) e da quella sanitaria e agro-veterinaria (17,3%). Uno sviluppo supportato da un deciso incremento delle risorse pubbliche.
Tra il 2018 e il 2025, il Fondo di finanziamento ordinario (FFO) per le università statali è salito da 7,34 a 9,4 miliardi di euro (+27,6% in termini nominali e +7,3% in termini reali). I piani straordinari di reclutamento sono passati da 479 milioni a oltre 1,7 miliardi di euro, portando a un aumento di oltre il 20% dei docenti e alla crescita dei dottorandi da 29mila a oltre 45mila unità. Per le infrastrutture, il Fondo per l’edilizia universitaria mobilita oltre 1,4 miliardi di euro tra il 2021 e il 2035. Tornando alla fatica di laurearsi in Italia solo il 56% degli studenti riesce a conseguire il titolo entro sei anni, a fronte di una media OCSE del 70%. Permangono infine- conclude il Cnel- profonde disuguaglianze territoriali nell’accesso agli studi e un debole collegamento con il mercato del lavoro, che si traduce in tassi di occupazione dei laureati inferiori alla media europea.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)