Generali Stadium, svelata la nuova casa di Milan e Inter. Un luogo immersivo da oltre 70mila posti


Rivera: “Il nuovo stadio di Milano non ha senso, e dovevano chiamarlo Rivera-Mazzola”

Presentato il Generali Stadium, il nuovo stadio di Milano. La nuova casa di Milan e Inter. Un luogo da 71.500 posti che, più di uno stadio di calcio, il progetto rappresenta un investimento di lungo periodo sul futuro di due tra i Club più storici del calcio mondiale, una nuova casa per generazioni di tifosi e una destinazione pensata per contribuire allo sviluppo culturale, economico e urbano della città. Il debutto ufficiale è previsto nella stagione sportiva 2031-2032.

Due grandi anelli di spalti avvolgono il campo a 360 gradi, offrendo visuali ottimali e un legame immersivo tra tifosi e terreno di gioco. Alle due estremità le curve si innalzano come imponenti pareti umane, protese verso il campo e inclinate fino a 37 gradi per amplificare atmosfera e impatto visivo.

Il progetto nasce da una visione di lungo periodo condivisa dai Club e dalle rispettive proprietà, Oaktree, parte della piattaforma di credito di Brookfield e RedBird Capital Partners. Rappresenta un investimento strategico sul futuro di entrambe le organizzazioni: crea l’infrastruttura necessaria per sostenere risultati sportivi duraturi, aprire nuove opportunità di crescita e rafforzare la capacità di competere e vincere ai massimi livelli internazionali.

La visione architettonica porta la firma di Foster + Partners e MANICA, guidati da Lord Norman Foster, tra i protagonisti più autorevoli dell’architettura contemporanea, e David Manica, riferimento internazionale nella progettazione di stadi all’avanguardia.

Generali Stadium
Generali Stadium

Rivera: “Il nuovo stadio di Milano non ha senso”

Il Generali Stadium è il futuro di Milan e Inter, e Gianni Rivera la prende maluccio. “Io con questa scelta non sono mai stato d’accordo – dice intervistato da Repubblica –. L’impianto attuale è ancora perfetto per giocare. E ha una incredibile storia: è un monumento della città di Milano. Lo buttano giù per farne uno che non avrebbe nessuna ragione di esistere. Peggio per chi ha deciso così”.

“Invece di dare il nome di chi ha fatto la storia dei club, lo assegnano in base a chi paga di più. Pensi che gioia per i tifosi. Mi sarebbe piaciuto se lo avessero intitolato a me e al mio amico Sandro Mazzola”.

agnesepriorelli

Giornalista