Antonovvi incontra le sonorità del folk ligure dei Ponente Folk Legacy in “Antonovvi Folk Legacy”


Il rap alternativo e irriverente di Antonovvi incontra le sonorità del folk ligure dei Ponente Folk Legacy in “Antonovvi Folk Legacy”, EP in uscita su tutte le piattaforme digitali

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Cinque tracce tra ironia, memoria popolare e vita di provincia, nate dall’amicizia e dalla voglia di far dialogare mondi musicali diversi. Il rap alternativo e irriverente di Antonovvi incontra le sonorità del folk ligure dei Ponente Folk Legacy in “Antonovvi Folk Legacy”, EP in uscita su tutte le piattaforme digitali venerdì 30 ottobre 2026. Un progetto che mette in comunicazione linguaggi apparentemente distanti, uniti dalle radici territoriali, dal gusto per il racconto e dalla libertà di attraversare generi e immaginari senza preoccuparsi delle convenzioni.

Il percorso comune era iniziato nel 2023 con “Solstizio”, brano accompagnato da un videoclip che aveva aperto la strada alla collaborazione. Da quell’incontro è nata la volontà di proseguire insieme, trasformando l’intesa artistica e personale in un lavoro condiviso. Il risultato è un EP di cinque tracce che alterna riletture di brani già presenti nei rispettivi repertori e nuove composizioni, con “Solstizio” disponibile come bonus track su Spotify.

Al centro del disco c’è la Liguria dell’entroterra, con i suoi paesi, i personaggi, le abitudini e le storie che diventano materia narrativa. Antonovvi, rapper “paesano” attivo da quasi vent’anni nella scena indipendente, porta nel progetto la propria scrittura ironica e dissacrante, maturata attraverso esperienze come Antibiotico Trash e Casa Degli Specchi. Al suo fianco, i Ponente Folk Legacy, progetto fondato da Davide Baglietto, Luca Schiappacasse ed Emmanuel Biamonti, contribuiscono con un linguaggio folk radicato nella tradizione ligure, ma capace di guardare oltre i confini locali.

Tra i brani recuperati c’è “Come da Tavole a Villatalla”, uno dei pezzi simbolo di Antonovvi, qui riproposto in una veste acustica che ne rilegge l’identità attraverso una nuova sensibilità sonora. Trovano spazio anche “Cesio” e “No, è Noli.”, mentre i due inediti ampliano il racconto del territorio con prospettive differenti. “Sparatoria a Camporosso” prende spunto da un fatto di cronaca reale, intrecciandolo a una scrittura pungente e a un riconoscibile richiamo alla musica italiana. “Pastis, Petanque e Pattoni a Perinaldo” si presenta invece come un manifesto della quotidianità di paese, tra tradizioni, vizi, personaggi e piccole epopee che, viste da vicino, assumono i contorni di storie universali.
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