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Si intitola Storie il nuovo album dei Mona Grant, pubblicato da La Rue: la band toscana porta a compimento il proprio percorso pubblicando un nuovo lavoro composto da dieci brani, tra ruggiti rock e momenti più morbidi.
Dieci canzoni, dieci storie, dieci racconti in un unico viaggio. Alcune hanno un nome, altre soltanto un’immagine, un profumo o un ricordo: si attraversano persone, luoghi e momenti diversi tenuti insieme da un suono rock diretto e senza leccature.
Dentro ci sono rabbia e leggerezza, momenti più intimi e altri decisamente più rumorosi, cose dette esplicitamente e altre lasciate volutamente tra le righe. C’è Bionda, c’è Lucida, ci sono Lacrime di Legno. Ci sono Michelle, Paul e Josephine. C’è un Caffè Ristretto e chi come Sixto Ride, c’è un Orso e le sue Terre di Malia.
Dieci titoli che sembrano non avere molto in comune. Forse è proprio questo il punto: perché le storie non sono mai ordinate, ma semplicemente arrivano quando vogliono, si sovrappongono o prendono strade diverse e qualche volta finiscono dove non pensavi. Non ci sono eroi, non ci sono vittime, non ci sono persone ascrivibili a una categoria, ci sono solamente persone con le loro ambiguità, fragilità e controsensi e sopratutto con le proprie scelte.
E forse è per questo che ci riguardano. Non è un disco fatto per inseguire le mode, tutt’altro. Registrato in studio, ma senza togliere una certa spontaneità, il disco suona con chitarre elettriche, ritmiche marcate e melodie che concorrono a creare l’atmosfera del cantato narrativo e talvolta a esserne protagoniste.
“Qui non c’è spazio per la condanna o l’assoluzione; ci sono piuttosto Storie di persone che vivono a modo proprio, che prima o poi si trovano davanti ad una scelta e dove persino non scegliere ha un suo perché”. (Mona Grant)