Il campionato è ripartito da un paio di mesi e, come ogni autunno, il dibattito torna sulle solite domande: chi vincerà lo scudetto, chi sarà il capocannoniere, quale squadra stupirà tutti. Tra discussioni al bar, chiacchiere in ufficio e qualche occhiata ai siti scommesse bonus per capire chi parte favorito, c’è però un’altra sfida che si gioca in silenzio, stagione dopo stagione: quella contro i record della Serie A. Alcuni resistono da quasi un secolo, altri da pochi anni. Tutti hanno qualcosa in comune: sembrano irraggiungibili.
I primati dei singoli: Piola, Buffon e il tetto dei 36 gol
Il record più antico, e forse il più solido, appartiene a Silvio Piola. Il centravanti nato a Robbio, protagonista tra gli anni Trenta e i primi anni Cinquanta con Pro Vercelli, Lazio, Juventus e Novara, ha segnato 274 gol in Serie A. Nessuno è mai riuscito ad avvicinarlo davvero. Francesco Totti, secondo nella classifica di sempre, si è fermato a 250 reti dopo venticinque stagioni con la sola maglia della Roma. Un’intera carriera spesa in giallorosso non è bastata per colmare il distacco.
Per le presenze, il nome è quello di Gianluigi Buffon. Il portiere ha esordito giovanissimo con il Parma nel 1995 e ha chiuso la sua avventura in massima serie a quota 657 partite, davanti a Paolo Maldini, fermo a 647. Buffon detiene anche un altro primato che racconta bene la sua longevità: nella stagione 2015-16, con la Juventus, è rimasto imbattuto per 974 minuti consecutivi. Ha così cancellato il record di Sebastiano Rossi, che con il Milan di Capello si era fermato a 929.
C’è poi il muro dei gol in una sola stagione. Per decenni il riferimento è stato Gunnar Nordahl, con le 35 reti del 1949-50. Poi è arrivato Gonzalo Higuain, che nel 2015-16 con il Napoli di Sarri è salito a 36. Quattro anni dopo Ciro Immobile lo ha eguagliato con la Lazio, ma nessuno è mai andato oltre. Considerando quanto si segna oggi in Italia, con Lautaro Martinez capocannoniere dell’ultimo campionato con 17 gol, quel numero appare lontanissimo.
E poi ci sono i record che portano con sé una storia curiosa. Omar Sivori segnò sei gol in una sola partita, il 9-1 della Juventus sull’Inter del giugno 1961. Quel giorno i nerazzurri scesero in campo con la formazione giovanile, in segno di protesta per la ripetizione della gara decisa dalla Federazione.
I record di squadra: l’imbattibilità del Milan e i 102 punti della Juventus
Se si parla di squadre, il primo pensiero va al Milan di Fabio Capello. Tra il maggio del 1991 e il marzo del 1993 i rossoneri rimasero imbattuti in campionato per 58 partite consecutive. Una striscia interrotta soltanto da una punizione di Faustino Asprilla, che regalò al Parma la vittoria a San Siro. In quel periodo il Milan chiuse anche la stagione 1991-92 senza sconfitte, impresa riuscita a pochissimi.
Prima dei rossoneri c’era stato il Perugia di Ilario Castagner, che nel 1978-79 terminò il campionato senza perdere una partita ma senza vincere lo scudetto, chiudendo al secondo posto. Più di recente ci è riuscita la Juventus di Antonio Conte nel 2011-12, con un torneo a 38 giornate senza sconfitte. Proprio da quella stagione è partito il ciclo bianconero più lungo di sempre: nove scudetti consecutivi, fino al 2020. Nel mezzo è arrivato anche il record di punti, i 102 conquistati nel 2013-14.
A proposito di numeri, ce n’è uno che a Napoli ricordano ancora con un po’ di amarezza: i 91 punti del 2017-18, il bottino più alto mai raccolto da una squadra che non ha vinto il campionato. Fu la stagione di Sarri e del lungo duello con la Juventus, decisa nelle ultime giornate.
Record destinati a durare?
Il calcio cambia, i calendari si allungano e le rose si ampliano, ma alcuni di questi primati sembrano davvero fuori portata. Difficile immaginare un attaccante capace di restare abbastanza a lungo in Serie A per superare Piola, o un portiere in grado di giocare quanto Buffon. Altri record, come quello dei gol in una stagione, potrebbero invece cadere con l’arrivo dell’attaccante giusto nella squadra giusta. Ed è proprio questo il bello: ogni campionato riparte con la possibilità che qualcuno riscriva la storia.