Raffaella Falbo firma un progetto di interior a Roma, concepito come una scatola magica: scopri La casa attraverso lo specchio
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Nel quartiere romano Della Vittoria il restyling completo di un appartamento di 130 metri quadrati porta la firma dell’architetto Raffaella Falbo, che ha affiancato i proprietari sin dalle prime fasi di ricerca dell’immobile.
Il progetto nasce da un percorso condiviso, volto a individuare una casa capace di coniugare la prossimità ai luoghi di lavoro — tra il centro e Prati — con spazi ampi per la vita quotidiana, una zona giorno generosa e ambienti dedicati allo studio e all’ospitalità.
Dopo numerosi sopralluoghi, la scelta è ricaduta su un appartamento all’interno di un edificio degli anni Trenta, completamente da ristrutturare ma ricco di elementi architettonici di pregio. L’intervento ricerca un equilibrio misurato tra conservazione e reinterpretazione contemporanea: sono stati preservati l’impianto originario nei suoi principi essenziali, i pavimenti in graniglia, il parquet a spina italiana nell’ex sala da pranzo, le porte originali e le cornici geometriche dei soffitti, elementi che restituiscono intatto il carattere dell’epoca.
La distribuzione interna è stata ripensata in funzione delle esigenze dei proprietari, con l’obiettivo di rendere la casa più fluida, permeabile e coerente nella distribuzione degli spazi.
L’ingresso introduce a un salotto raccolto, mentre il nodo più complesso dell’appartamento — il lungo corridoio dell’impianto originario, con stanze disposte su entrambi i lati — è stato radicalmente reinterpretato.
“Fin dal primo sopralluogo – racconta Raffaella Falbo – è stato chiaro quanto fosse importante preservare l’identità originaria dell’appartamento. Ma il vero nodo da sciogliere era il corridoio: ampio ma opprimente, richiedeva un ‘trucco’ capace di trasformarlo senza negarlo.
Specchi, luce su disegno e colore ne hanno riscritto la percezione, trasformandolo in una scatola magica che nasconde, contiene, separa e mette in relazione, restituendolo come uno spazio nuovo, più fluido e contemporaneo.”
Fulcro della nuova organizzazione è una struttura in legno realizzata su disegno, concepita come un filtro double-face: da un lato specchiante, dall’altro definita da una sofisticata tonalità di blu pavone.
Il volume, attrezzato con armadiature di profondità differenti e volutamente distaccato dal soffitto, si sviluppa per oltre 7 metri e occupa lo spazio in cui originariamente correva il corridoio.
Al suo interno trovano posto due bagni, una camera e una serie di funzioni di servizio, tra cui la lavanderia.
La superficie specchiante riflette gli ambienti oltre il muro portante — cucina, soggiorno e camera padronale — generando un inatteso gioco di profondità e moltiplicando le prospettive visive. A rafforzare l’effetto di “scatola architettonica” contribuisce il soffitto del corridoio, che integra un’illuminazione a LED neon su disegno, ispirata all’installazione fluorescente ideata da Lucio Fontana per la IX Triennale di Milano – oggi conservata al Museo del Novecento – realizzata da Neeo Design.
La camera collocata dietro la “scatola” si affaccia sul cortile interno; la parete opposta, che funge da testata del letto, è interamente in blu pavone e illuminata da una lampada vintage di Flos.
Al termine del corridoio si apre una piccola stanza dedicata alla lettura, dove una poltroncina in velluto giallo di Dema è in dialogo con il tavolino Mini Clay di Desalto e la libreria Krossing di Kriptonite.
Particolare attenzione è stata riservata ai pavimenti, restaurati e valorizzati attraverso cornici in resina, consentendo il passaggio degli impianti senza alterare le superfici storiche.
La zona giorno è stata ampliata unendo la precedente sala da pranzo all’ambiente adiacente, così da accogliere la cucina. Qui, sotto la finestra, trova posto un modello Arrital in laccato gold, organizzato attorno a un ampio piano operativo in acciaio spazzolato e a un fronte di colonne contenitive sul lato opposto.
Il living, realizzato unendo quello che precedentemente era il soggiorno con l’ambiente adiacente, conserva la memoria delle linee degli anni Trenta — pavimenti, cornici, porte — e la mette in relazione con una selezione di arredi e illuminazioni contemporanee: le lampade De Marseille di Nemo Lighting, disegnate da Le Corbusier, la poltrona LC1 prodotta da Cassina, ancora di Le Corbusier insieme a Jeanneret e Perriand, le Panton Chair di Vitra, il tavolo bicolore Allure O’ di B&B Italia, i tavolini Tempo di Zanotta e il divano di Dema e, alle pareti e sul tavolo, le illuminazioni Org di Dcw Èditions.
La camera padronale conserva il parquet originale a spina italiana e si caratterizza per una palette verde salvia, che richiama le chiome dei lecci visibili dalle finestre. La testata vintage in teak con dettagli in ottone è accompagnata da un sistema di illuminazione firmato Occhio.
Infine, i due bagni condividono lo stesso impianto progettuale, pur distinguendosi per palette cromatiche e materiali: grandi piani lavabo e specchi a tutta parete con illuminazione lineare ne definiscono il linguaggio essenziale e rigoroso.
Raffaella Falbo
Dopo un’esperienza formativa e professionale di ampio respiro, maturata in studi di rilievo del panorama internazionale, come l’Atelier Jean Nouvel, in cui ha lavorato per cinque anni, e capitolino — tra cui lo studio di Alessandro Anselmi, N!Studio, Fabrizio Zamponi, APST — Raffaella Falbo ha intrapreso un percorso di ricerca che unisce sensibilità progettuale e ricerca sulla materia.
A partire dal 2008 approfondisce la dimensione dell’interior design come campo d’indagine in cui spazio, luce e materiali dialogano per dare forma a un equilibrio percettivo e funzionale. Tra il 2012 e il 2020 fonda Cri-lla, progetto dedicato alla sperimentazione e alla valorizzazione di superfici artigianali come cementine, graniglie e zelliges magrebine, reinterpretate secondo un linguaggio contemporaneo.
Dal 2020 si dedica prevalentemente alla progettazione di interni residenziali, curando ogni fase, con uno sguardo attento alla coerenza tra architettura e vita quotidiana. Convinta che lo spazio abitato influenzi profondamente il benessere dell’individuo, Raffaella Falbo interpreta ogni progetto come un processo di costruzione dell’identità, dove la misura, la luce e la materia concorrono a restituire armonia e significato ai luoghi del vivere.
https://www.raffaellafalbo.com/
https://www.instagram.com/raffaella.falbo.architettura/
CREDITI DEL PROGETTO
Nome progetto: La casa attraverso lo specchio
Architetto: Raffaella Falbo
Durata lavori: 8 mesi, conclusione lavori a dicembre 2025
Area di progetto: 130 mq
Fotografie progetto e foto ritratto nella casa: Carlo Oriente
Fotografia ritratto in studio: Guido Caltabiano
Lavori edili e impianti: Edilborro
Falegnameria: Martella
Rivestimenti: Fargblock di Quintessenza
Resina: Kerakoll
Laminato: Abet laminati
Rubinetterie: Ritmonio
Piatti doccia e box: TDA
ARREDI E COMPLEMENTI
Specchi Floating Ninfee e Girasole di Giovanni Botticelli e Paola Paronetto
Arazzo e plaid disegnato da Superficial Studio e prodotto da Lanificio Leo
Vasi di Calò Design Lab
Coffe tables Tempo di Zanotta, da Frattali
Mini Clay di Desalto, da Frattali
Strap di Paola Lenti, da Frattali
Poltroncina LC1 di Cassina, da Frattali