Garlasco, i pm hanno aperto un fascicolo dopo l’esposto della vedova dell’anziano trovato morto nel 2010. Sarebbero una decina i suicidi ‘sospetti’ nel pavese, registrati dopo l’omicidio di Chiara Poggi
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Il nome di Giovanni Ferri, meccanico di 88 anni trovato senza vita nel 2010, è entrato a suo tempo nel feuilleton dark e senza fine di Garlasco. La sua morte è stata archiviata subito come suicidio, così come altri decessi avvenuti successivamente all’omicidio di Chiara Poggi, in un’area circoscritta del Pavese. Numeri considerati ‘anomali’ per la tranquilla vita di provincia e che hanno alimentato il giallo di Garlasco anche se, di veri e propri collegamenti, non ne sono mai stati riscontrati, per ora.
UNA LUNGA SCIA DI SUICIDI SOSPETTI
Tra i casi sospetti c’era anche quello di Corrado Cavallini, medico di base morto a Vigevano nel 2012 che seguiva proprio Giovanni Ferri. Ma tra i suicidi più evocati, avvenuti in Lomellina, c’è anche quello di Michele Bertani, amico di Andrea Sempio, il nuovo grande accusato dell’omicidio della 26enne, che si sarebbe tolto la vita nel 2016.
I POLSI TAGLIATI, IL COLTELLO E IL FAZZOLETTO SPORCO DI SANGUE
Ma tra dubbi e sospetti e quelle che finora sono apparse più che altro affascinanti suggestioni, i pm di Pavia vogliono vederci più chiaro: così hanno riaperto l’inchiesta su quello che è stato licenziato 16 anni fa dalla procura di Vigevano come un gesto volontario. Ferri nel 2010 è stato trovato morto in un’intercapedine di via Mulino, a Garlasco con i polsi tagliati. Vicino al corpo erano stati trovati un coltello e un fazzoletto intriso di sangue. L’ipotesi di reato è quello di omicidio volontario.
L’ESPOSTO DELLA VEDOVA E LE PRESUNTE INTENZIONI DEI PM
Secondo quanto riportato dal quotidiano “Il Giorno” l’inchiesta molto probabilmente sarà affidata ai carabinieri del reparto operativo di Milano, già impegnato sul “Garlasco 2”, perché si vuole scandagliare l’ipotesi che la strana morte del meccanico possa essere collegata all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto tre anni prima, nel 2007.
Lo scorso mese di settembre la vedova di Ferri, Gabriella Conti, assistita dall’avvocato Fabrizio Gallo, aveva presentato un esposto negli uffici della procura di Pavia chiedendo la riapertura del caso. L’avvocato Gallo sarà affiancato da un criminologo, da un genetista e da un medico legale: l’obiettivo sarà in primis di fare chiarezza sul coltello e sul fazzoletto sporco di sangue trovati vicino al cadavere del meccanico.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)