Siti governativi messi offline per vulnerabilità nel linguaggio di programmazione PHP


Non si sa quanti attacchi siano andati a segno, dall’alert per la grave falla di sicurezza che coinvolge il 70% dei siti mondiali

All’annuncio sono scattati come al via di una corsa. Appena l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale degli Stati Uniti la lanciato l’alert mondiale per una grave falla di sicurezza nel software utilizzato dalla maggior parte dei siti del web, gli hacker hanno tentato milioni di attacchi informatici. Non c’è una stima degli attacchi ancora in corso.

Matthew Prince, l’amministratore delegato di Cloudflare, azienda che fornisce servizi di distribuzione di contenuti e sicurezza agli utenti web di tutto il mondo, ha avvertito che ci sono già stati “milioni” di tentativi di sfruttare la falla da quando la notizia è emersa: “Nelle dieci ore precedenti all’annuncio pubblico della vulnerabilità, sulla rete Cloudflare abbiamo assistito a migliaia di tentativi di sfruttarla. Questo numero è balzato a decine di migliaia nei 45 minuti successivi all’annuncio, a centinaia di migliaia entro due ore e poi a milioni“.

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La vulnerabilità era stata individuata da ricercatori nel campo della sicurezza grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale. Il problema, ribattezzato “PHP2Shell“, riguarda le modalità con cui PHP gestisce la memoria di un computer. Può essere sfruttato in svariati modi – in alcuni casi bastano pochi secondi – da hacker che potrebbero utilizzarlo per eseguire software non autorizzato su qualsiasi server web non ancora aggiornato.

PHP è il linguaggio di programmazione alla base di gran parte del web – si stima che sia usato dal 70% dei siti mondiali. Alimenta ad esempio WordPress, Drupal e MediaWiki, il software che gestisce Wikipedia.