Nuovo decreto sicurezza introduce il reato di partecipazione violenta a cortei, pene fino a 5 anni


Meloni: “Fermo preventivo anche per i minori”

La premier Giorgia Meloni annuncia che il Cdm ha approvato un decreto che introduce il reato di partecipazione violenta a cortei o manifestazioni: per chi agisce in gruppi di almeno cinque persone sono previste pene fino a cinque anni di carcere e 20mila euro di multa. Le sanzioni aumentano in caso di volto coperto o ferimenti; aggravate anche quelle per devastazione di gruppo. Nel secondo punto del decreto, spiega la presidente del Consiglio, “applichiamo un principio semplice: chi rompe paga, e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori”.

scontri violenti

“Chiedo a tutti, indipendentemente dalle idee politiche, di stare dalla parte della legalità, della libertà e del rispetto delle regole. Continueremo a fare la nostra parte per proteggere chi manifesta pacificamente, chi lavora e chi vuole semplicemente vivere in sicurezza”.

“Manifestare è un diritto, devastare le nostre città no. Ecco le misure che abbiamo approvato per contrastare la violenza e tutelare la sicurezza dei cittadini. Sono scene inaccettabili che nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare, per questo il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto per prevenire e contrastare queste violenze. Si aggiungono a quelle approvate in questi mesi a partire dal riconoscimento biometrico, anche con l’intelligenza artificiale per dare un nome a chi si nasconde dietro un cappuccio”, scrive la premier Giorgia Meloni dopo il Cdm su X.

Carlo Nordio annuncia che la presunzione di capacità di intendere e di volere per i minori tra 14 e 18 anni, già prevista in un disegno di legge, è stata inserita nel decreto e ha efficacia immediata. Il fermo preventivo, che finora valeva solamente per gli adulti, si potrà applicare anche ai minorenni.

Nel dl approvato dal Consiglio dei ministri, non è stata inserita nel decreto legge la norma che conferisce poteri di polizia giudiziaria ai militari impiegati per rafforzare la tutela dell’ordine pubblico. Gli uffici del Quirinale avrebbero infatti espresso perplessità in proposito durante le interlocuzioni con quelli del governo, che come da consuetudine precedono l’approvazione dei decreti legge che poi emana il Presidente della Repubblica.

A Milano, inoltre, arrivano 500 militari in più “fino alla fine dell’anno, al fianco di polizia e carabinieri e alla giustizia minorile diamo più magistrati e più posti negli istituti, perché la certezza della pena valga anche per chi ha 16 anni”.

agnesepriorelli

Giornalista