Putin propone incontro a tre con Trump e Xi Jinping per discutere di Ucraina


Putin ha suggerito di tenere il confronto a margine del prossimo vertice dell’APEC, il 18 e 19 novembre a Shenzhen. Peskov conferma: “Ma non c’è ancora un’intesa”

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In this pool photograph distributed by the Russian state agency Sputnik, Russia’s President Vladimir Putin chairs a meeting on cybersecurity with government and business members via videolink at the Novo-Ogaryovo residence outside Moscow on October 14, 2026. (Photo by Mikhail METZEL / POOL / AFP)

Putin ha proposto un incontro a tre, il mese prossimo, con Donald Trump e Xi Jinping per discutere dell’Ucraina. Lo scrive il Wall Street Journal. L’iniziativa punta a sfruttare il riavvicinamento con Trump, escludendo Zelensky. Secondo un ex ufficiale dell’intelligence russa a conoscenza del dossier, Putin ha avanzato l’idea nella telefonata con Trump del 9 ottobre. Nella stessa conversazione è stato poi raggiunto l’accordo che prevede l’acquisto di gasolio russo da parte degli Stati Uniti.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che si sta discutendo di un possibile incontro. Al Wall Street Journal ha dichiarato che “non c’è ancora un’intesa chiara in merito all’incontro in sé o al suo potenziale ordine del giorno, sebbene tutte e tre le parti riconoscano la possibilità ipotetica che tale incontro abbia luogo”.

Un alto funzionario americano ha precisato che Trump non ha dato il suo assenso.
Ha aggiunto però che il presidente americano potrebbe essere ricettivo, visto l’interesse a mantenere la promessa elettorale di chiudere la guerra.

Il Cremlino ha suggerito di tenere il confronto a margine del prossimo vertice della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC), in programma il 18 e 19 novembre a Shenzhen, polo tecnologico della Cina meridionale.

Funzionari russi hanno sottoposto l’idea alla controparte cinese per via diplomatica, e Pechino ha fatto sapere che non si opporrebbe in caso di via libera di Trump, secondo altre persone vicine ai recenti contatti tra Mosca e Pechino. Yun Sun, direttrice del programma Cina dello Stimson Center, think tank di Washington, ha spiegato: “La Cina vuole essere vista come il perno delle grandi potenze e potenzialmente come un mediatore tra Stati Uniti e Russia”.

Sempre secondo l’ex ufficiale russo, Putin aveva già proposto un vertice a tre a Trump e a Xi in altre occasioni. Stavolta, però, la proposta arriva in una fase in cui i rapporti di Mosca con Washington hanno preso una piega meno favorevole.

Per Xi, il vertice comporta anche dei rischi. Alcuni funzionari cinesi temono che un evento collaterale di questo tipo finisca per oscurare il progetto di fare dell’APEC una vetrina del ruolo della Cina nella regione, riferiscono persone vicine ai colloqui.

Xi, secondo alcune fonti, cerca un equilibrio non facile tra il sostegno a Putin e la tutela dei legami economici con l’Europa. Un incontro a tre rischierebbe di coinvolgere Pechino più direttamente nel conflitto ucraino e di provocare una reazione negativa nelle capitali europee, già diffidenti verso l’avvicinamento tra Cina e Russia.

Russia, Stati Uniti e Cina riconoscono la possibilità di un incontro trilaterale, ha dichiarato al Wall Street Journal il portavoce del Cremlino Peskov: “Non c’è ancora un’intesa chiara in merito all’incontro in sé o al suo potenziale ordine del giorno, sebbene tutte e tre le parti riconoscano la possibilità ipotetica che tale incontro abbia luogo”. Lo riporta la Tass.

Putin ha dichiarato, durante una sessione plenaria del Valdai Discussion Club, che la possibilità di un incontro trilaterale tra i leader di Russia, Stati Uniti e Cina a margine del vertice dell’APEC (Cooperazione Economica Asia-Pacifico) dipende in larga misura dal paese ospitante. Incontrarsi e scambiarsi opinioni è sempre utile, ha sottolineato.

ZELENSKY: TRUMP VUOLE FARCI CAPITOLARE

“Credo siano in corso azioni per convincere l’Ucraina a capitolare. Non dico che sia questo l’obiettivo perseguito dai nostri partner, non voglio pensare che i nostri partner americani pensino che la guerra possa finire prima a spese dell’Ucraina, ma questa è l’impressione”. Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, lo dice in un’intervista a ‘Bloomberg’.

Negli scambi con l’amministrazione Trump “la mia ultima proposta era: non colpiamo il diesel russo, voi ci date missili per i sistemi Patriot necessari per proteggere le nostre infrastrutture”, dice Zelensky, invece “loro vogliono soltanto che smettiamo di attaccare il diesel, e se lo colpiamo ci disconnettono da qualcosa”, come i sistemi Starshield/Starlink.

TRUMP: ZELENSKY NON HA INTERESSE A PORRE FINE ALLA GUERRA

Immediata la replica del presidente amerciano. “La mia decisione riguardo alla Russia è molto semplice. Sto lavorando per negoziare la pace nel conflitto tra Russia e Ucraina e non voglio compiere alcun passo che possa, in modo sciocco, allontanare la Russia dal tavolo delle trattative”, scrive Donald Trump su Truth. “Sono stati fatti grandi progressi, inclusi quelli relativi alle attuali negoziazioni per il rilascio degli ostaggi. Firmare quel documento in questo momento provocherebbe proprio questo allontanamento; posso sempre firmarlo in seguito, o quando lo riterrò opportuno. Cosa forse ancora più importante, la Russia sta facendo ben poco – se non addirittura nulla – per sostenere la Repubblica Islamica dell’Iran, rispetto a quanto potrebbe fare. Intendo mantenere la situazione così com’è, e ci riuscirò, a meno che qualche sciocco non si metta di mezzo”, dice Trump.

“Infine- attacca il presidente USA- Zelensky sta prendendo di mira le raffinerie di diesel in Russia, pur sapendo che tali attacchi danneggiano gravemente i mercati globali del diesel, inclusi quelli degli Stati Uniti. Agricoltori, allevatori e imprese di ogni tipo ne stanno risentendo pesantemente. Eppure, nonostante ciò, la Russia continua a fornire al mondo milioni di barili di diesel a prezzi contenuti. A Zelensky non importa nulla, francamente, visti gli ingenti finanziamenti che riceve dall’Europa e quelli che ha ottenuto in passato dal corrotto Joe Biden, non ha alcun interesse a porre fine a questo conflitto – e probabilmente non ne ha mai avuto. Due anni fa avrebbe potuto ottenere un accordo migliore di quanto sia possibile oggi. Il suo Paese è in rovina, gran parte del territorio è andato perduto, non ha più accesso a oceani o mari, e la popolazione maschile è decimata, ferita o deceduta. Voglio che questa guerra finisca”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)