Tensione sugli stipendi dei magistrati, Meloni non firmerà il Dpcm. La Corte dei Conti: “Adeguamenti dovuti per legge”. La premier intende destinare le risorse all’emergenza caro carburanti

Giorgia Meloni non intende firmare il DPCM sugli aumenti ai magistrati per destinare le risorse all’emergenza caro carburanti, che attanaglia famiglie, agricoltori e autotrasporto. La cifra in ballo è di un miliardo. Meloni invita il Consiglio di Stato – se lo ritiene – a nominare un commissario ad acta, dicendosi aperta al dialogo con la categoria. Questo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi.
CORTE CONTI: ADEGUAMENTI RETRIBUTIVI DOVUTI PER LEGGE E INFERIORI STIME
Attraverso una nota ufficiale, l’associazione ha voluto fare chiarezza sulla vicenda, ridimensionando le cifre circolate sui media: “In relazione alle notizie diffuse sulla stampa in questi giorni in merito agli adeguamenti retributivi dei magistrati relativi ai trienni 2018-2020 e 2021-2023, è doveroso ricordare che gli importi effettivi saranno sensibilmente inferiori a quelli circolati, frutto di una ricostruzione basata su stime non note e in assenza di parametri certi. Va anche precisato che per legge i magistrati non negoziano i propri aumenti. A garanzia dell’indipendenza della magistratura è previsto un meccanismo automatico di adeguamento triennale. Questo meccanismo è collegato agli incrementi medi delle retribuzioni già riconosciuti alle altre categorie del pubblico impiego per lo stesso periodo. In passato gli adeguamenti dei due trienni sono stati calcolati con criteri risultati illegittimi. Oggi si tratta, quindi, di corrispondere componenti stipendiali previste dalla legge, che l’Amministrazione ha omesso per anni di versare. In questo modo gli aumenti dei magistrati vengono allineati a quelli già percepiti dal resto del pubblico impiego. L’entità complessiva della somma è la diretta conseguenza di quei ritardi. Ogni ulteriore rinvio non fa che aumentarne il peso. AMCC auspica che la questione sia riportata sul piano tecnico e giuridico, che le è proprio, previa verifica delle cifre diffuse, evitandone connotazioni politiche”. Così l’Associazione Magistrati della Corte dei conti in una nota.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)