Almeno 272 arresti tra Parigi, Lille e Bordeaux durante le proteste contro il carovita. I cortei verso l’Eliseo e lo scontro frontale tra le forze politiche. Macron: “Nessun posto per la violenza”
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“Nessun posto per la violenza nella nostra Repubblica. Coloro che hanno rotto, attaccato le prefetture come i negozi, saccheggiato fino ai nostri municipi, saranno perseguiti e puniti. Alle forze dell’ordine, garanti del diritto di manifestare, dico il sostegno della Nazione. Faremo tutti fronte comune contro i seminatori di caos, che cercano solo di abbattere le nostre istituzioni e impediscono a coloro che esprimono pacificamente le loro rivendicazioni di farlo”. Lo scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron.
“Far attribuire ai capi della polizia la responsabilità delle violenze è un’inversione pericolosa e cinica delle responsabilità”. “Invitate coloro che condividono la vostra lotta a non partecipare ai saccheggi. Iniziate dunque a designare chiaramente i responsabili, vale a dire coloro che saccheggiano e devastano. Non si può chiamare a cessare le violenze mentre si forniscono scuse a coloro che le commettono”.
Lo scrive il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, rispondendo su X a un post del leader di La France Insoumise (Lfi) e candidato alle presidenziali del 2027, Jean-Luc Mélenchon, che parlando di quanto accaduto a Parigi ha scritto: “Il comando aberrante ha aperto la porta al caos. I capi non sanno più cosa fare, la truppa ha paura e si scatena”.
La violenza nelle piazze francesi ha infatti immediatamente innescato un duro scontro politico. Mentre il leader de La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, ha sfilato tra i cori della folla parigina e la deputata ecologista Sandrine Rousseau ha accusato la polizia di usare metodi “al limite di ciò che la Repubblica può accettare”, la leader del Rassemblement National Marine Le Pen ha condannato i disordini, accusando l’estrema sinistra di aver “cinicamente strumentalizzato” le legittime rivendicazioni sociali dei cittadini.
“Non so chi ascolterà la mia voce in tali circostanze, ma il mio messaggio è chiaro: coloro che condividono la nostra lotta non hanno nulla a che fare con il saccheggio, il devastare”, ha aggiunto Mélenchon. “Quali che siano le responsabilità del potere e dei suoi incompetenti e le loro violenze, dobbiamo rifiutare di partecipare a azioni prive di significato politico e contrarie ai nostri metodi”, è stata la sua conclusione.
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“Quando i pompieri venuti a soccorrere diventano vittime, quando i poliziotti sono braccati, quando le piazze della Repubblica si incendiano, la parola ‘eccesso’ non basta più; né quella di ‘black blocs’; è il patto democratico che rischia di vacillare”. È il monito lanciato dall’intellettuale Bernard-Henri Lévy di fronte all’ondata di violenze che sta infiammando la Francia, dove la mobilitazione indetta da gilet gialli, studenti e sindacati contro il carovita e l’aumento dei carburanti è rapidamente degenerata in guerriglia urbana.
Secondo Le Figaro, il bilancio provvisorio è di almeno 272 arresti su scala nazionale. I disordini hanno colpito simultaneamente i principali centri del Paese. A Parigi le tensioni più gravi si sono concentrate attorno a Place de la République, dove i manifestanti hanno eretto barricate incendiarie e bersagliato i reparti antisommossa. La prefettura capitolina ha inoltre reso noto di aver dovuto respingere con la forza un corteo non autorizzato che tentava di forzare i blocchi per dirigersi verso il Palazzo dell’Eliseo.
Scene di devastazione, riporta Le Figaro, si sono registrate a Lille, dove decine di individui hanno sfondato le porte a vetri del municipio facendo irruzione nell’edificio e saccheggiando alcuni locali comunali prima di fuggire. Tensioni altissime anche a Bordeaux, con un furgone della polizia accerchiato e colpito dal lancio di pesanti lastre di pietra sradicate dal selciato, mentre a Lione le autorità cittadine hanno confermato l’azione di gruppi armati di bottiglie molotov.