Giornalista del Washington Post aggredita dai coloni in Cisgiordania


Fotoreporter del Washington Post aggredita dai coloni in Cisgiordania: le hanno quasi staccato un dito e rotto quattro vertebre. Heidi Levine è stata colpita assieme ad alcuni palestinesi

Cisgiordania

Heidi Levine, nota fotoreporter americana del Washington Post, è stata portata in sala operatoria per un delicato intervento chirurgico alla mano sinistra. L’operazione, si è resa necessaria per salvare un dito rimasto quasi del tutto staccato, a seguito dell’aggressione che la donna ha subito dai coloni israeliani ieri, al villaggio di Abu Falah, in Cisgiordania. Oltre alla ferita alla mano, Levine ha riportato anche quattro vertebre fratturate, una costola rotta e profonde lacerazioni su tutto il corpo. “Sono stata aggredita e spinta a terra. Per fortuna indossavo il giubbotto antischegge e il casco; altrimenti, probabilmente, non sarei nemmeno qui, perché continuavano a prendermi a calci senza sosta”, ha detto la fotoreporter dal suo letto d’ospedale a Ramallah.

I FATTI

Stando a quanto riporta Times of Israel, l’episodio si inserisce in una serie di gravi attacchi compiuti da gruppi di coloni israeliani contro diversi villaggi palestinesi nel corso della tradizionale raccolta annuale delle olive. Secondo le testimonianze dei residenti, circa 80 coloni, con i volti coperti e armati di fionde e bombole di gas, sono scesi dalle colline soprastanti verso gli uliveti di Abu Falah, picchiando gli abitanti, incendiando veicoli e alberi. Sul posto, durante le aggressioni, c’erano anche diversi giornalisti tra cui la fotoreporter Levine che indossava anche il giubbotto con la scritta ‘Press’.

LA CONDANNA USA

La vicenda ha avuto risvolti anche dal punto di vista diplomatico. L’ambasciata degli Stati Uniti ha espresso una dura condanna delle violenze, ricordando che per l’amministrazione “non c’è priorità più importante della sicurezza e dell’incolumità dei cittadini americani”.

LA RISPOSTA DELL’ UFFICIO DEL PRIMO MINISTRO DI ISRAELE

“I fatti relativi allo scontro nei pressi di Abu Falah, durante il quale la fotoreporter del Washington Post Heidi Levine sarebbe stata aggredita, rimangono poco chiari e sono oggetto di indagine. Israele condanna inequivocabilmente la violenza contro chiunque: ebrei, arabi, cristiani o giornalisti”, si legge sul profilo X dell’Ufficio del primo ministro israeliano. “I responsabili ne risponderanno. Tuttavia, permangono interrogativi seri. Secondo alcune segnalazioni, circa 200 arabi e attivisti di estrema sinistra si sono scontrati con circa 40 giovani israeliani. I filmati mostrano individui mascherati su entrambi i fronti mentre lanciano oggetti; vi sono inoltre notizie di fuochi d’artificio sparati contro i giovani ebrei. Altre immagini sembrano mostrare la Levine mentre viene fatta cadere a terra e subito rialzata dalla stessa persona, rimasta non identificata. L’indagine dovrà accertare i fatti, compreso chi abbia dato inizio alla violenza. Non permetteremo che episodi controversi vengano strumentalizzati per demonizzare le centinaia di migliaia di residenti ebrei di Giudea e Samaria che rispettano la legge. Sono i fatti a dover determinare le conclusioni. Non i titoli dei giornali”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)