Ex Ilva, l’azienda chiede il raddoppio della cassa integrazione per 8.622 dipendenti


Ex Ilva, l’azienda chiede il raddoppio della cassa integrazione per 8.622 dipendenti. Fiom: “Inaccettabile”. La nuova richiesta durerà fino al 28 febbraio 2027

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Ex Ilva, arrivata dall’azienda la comunicazione dell’avvio di procedura per aumento della Cigs fino a 8.622 lavoratori (dagli attuali 4.450) fino al 28 febbraio 2027, salvo proroghe. Lo si apprende da fonti sindacali. In particolare si prevedono fino a 6.964 lavoratori in cig a Taranto (su un totale di 7.875), 870 a Genova (su un totale di 917), 515 a Novi (su un totale di 542). Attualmente i dipendenti totali di ADI AS sono 9.626.

Nella richiesta l’azienda spiega che “il non dilazionabile adempimento dell’ordine giudiziale”, ossia lo spegnimento dell’area a caldo dell’impianto siderurgico, “risulta essere incompatibile, allo stato, con il layout della Società. La sospensione della produzione di manufatti in acciaio mediante l’esercizio dell’area a caldo impone di porre in essere ed attuare tempestivamente un diverso piano operativo”. Quindi la richiesta di aumento dell’ammortizzatore sociale, perchè scrivono i commissari, va garantita “la sostenibilità della struttura societaria nelle more dell’espletamento della procedura finalizzata alla candidatura/scelta del soggetto economico cui saranno ceduti gli asset produttivi. Tale obiettivo rende improcrastinabile l’adeguamento del numero complessivo dei lavoratori potenzialmente interessati dalle contestuali sospensioni in CIGS rispetto all’esigenza di riorganizzare l’attività degli stabilimenti nei limiti e modalità coerenti con la nuova realtà produttiva”.

SCARPA (FIOM): INACCETTABILE RADDOPPIO CASSA INTEGRAZIONE, UNA PROVOCAZIONE

“Ieri in tarda serata abbiamo ricevuto la nuova istanza di cassa integrazione con numeri pressoché raddoppiati, dagli attuali 4.450 fino ad un massimo di 8.622 lavoratrici e lavoratori coinvolti. I lavoratori hanno lottato con scioperi e manifestazioni, nell’ultima settimana per garantirsi il lavoro, la continuità produttiva degli stabilimenti e le manutenzioni e per aprire una vera discussione sul proprio futuro e per un ex Ilva decarbonizzata. Questa cassa integrazione non tiene conto di quanto ottenuto dai lavoratori nell’ultima settimana nei numeri e nelle modalità. È inaccettabile sia nel merito sia rispetto ai tempi visti i prossimi incontri e le scadenze. Il 20 ottobre abbiamo un incontro al Ministero del Lavoro per discutere le misure straordinarie per i lavoratori e chiedere modifiche al decreto del Consiglio dei Ministri del 14 ottobre scorso e per il 27 ottobre abbiamo ottenuto, grazie alla lotta dei lavoratori, un nuovo confronto a Palazzo Chigi. In quelle sedi chiederemo conto ai commissari straordinari di queste scelte visto che è dall’esplosione dell’Altoforno 1 a maggio del 2025 che non accettiamo e non condividiamo più l’uso della cassa integrazione”. Lo dichiara in una nota Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)