I tagli interesseranno principalmente i settori prodotto, tecnologia, legale e risorse umane
Netflix licenzierà circa il 6% della sua forza lavoro, cioè quasi 1.000 posizioni, nell’ambito di più ampi “cambiamenti organizzativi” attuati dal colosso dello streaming. Il primo a dare la notizia è stato il Wall Street Journal, e anche l’Ap conferma che i co-CEO Greg Peters e Ted Sarandos hanno annunciato i tagli in una nota inviata ai dipendenti. I team di prodotto, tecnologia, legale e risorse umane saranno i più colpiti.
“Decisioni come queste non sono mai facili e non le prendiamo alla leggera”, hanno scritto Peters e Sarandos nel promemoria, ottenuto dall’Associated Press. Hanno ribadito che l’attività è solida, ma che Netflix deve essere “disciplinata nel dare priorità alle persone e alle risorse” mentre investe nella crescita futura e in “aree ad alto impatto per migliorare il nostro servizio”.
I licenziamenti arrivano in un momento positivo per Netflix: nel secondo trimestre fiscale, la società ha guadagnato 3,4 miliardi di dollari e registrato un fatturato di 12,56 miliardi di dollari, con un aumento rispettivamente del 9% e del 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma le previsioni per il terzo trimestre non sono altrettanto buone.
Secondo i documenti depositati presso le autorità di controllo, alla fine del 2025 Netflix contava circa 16.000 dipendenti a tempo pieno in tutto il mondo. I licenziamenti appena annunciati rappresentano – scrive l’Ap – la più grande ondata di tagli che l’azienda californiana abbia effettuato negli ultimi anni.