Le parole della premier nel corso delle comunicazioni in aula del Senato in vista del Consiglio europeo
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato in Senato per rendere comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre che discuterà di competitività, Ucraina, prossimo Quadro finanziario pluriennale, Medio Oriente, difesa e sicurezza europee, migrazione, allargamento UE e riforme.
Tra i temi trattati c’è la competitività ed energia. Il costo elevato dell’energia in Europa penalizza le imprese rispetto ai concorrenti globali, la transizione ecologica non deve trasformarsi in deindustrializzazione. “Nessuno può rispondere efficacemente da solo”, serve una risposta coordinata e rapida. Le regole “non possono aggravare la crisi” spiega Meloni. L’Italia spinge per disaccoppiare il prezzo del gas dalla formazione del prezzo complessivo dell’energia (favorendo soluzioni temporanee per alleggerire le bollette).

La premier ha parlato anche della necessità di diversificare le catene di approvvigionamento per evitare nuove dipendenze (l’Italia si è candidata a ospitare un sito di stoccaggio strategico a Porto Marghera).
Guerra in Ucraina e posizione dell’Italia
“La Russia intensifica gli attacchi ai civili e alle infrastrutture energetiche. Il sostegno militare e finanziario dell’Occidente è ritenuto l’unico strumento efficace per spingere Mosca a un negoziato serio verso una pace giusta“. “L’Italia giudica rischioso l’accordo annunciato dagli Stati Uniti sul gasolio russo, poiché rischia di indebolire le sanzioni e fornire nuove entrate a Mosca”.
Infine il ruolo dell’Europa che “deve evitare di procedere in ordine sparso, se Francia, Germania e Gran Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, e finora è questa la scelta che hanno fatto, allora almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti”.
Medio Oriente e Nord Africa
Meloni condanna dell’attacco del 7 ottobre 2023 e conferma del sostegno alla sicurezza di Israele, ma ferma opposizione all’espansione degli insediamenti in Cisgiordania e alla pressione sulla popolazione palestinese. “Necessità di aiuti umanitari a Gaza e del rilancio della soluzione a due Stati”. Sostegno anche a una pace duratura tra Israele e Libano (anche tramite iniziative post-UNIFIL) e rafforzamento dell’operazione navale Aspides per garantire la sicurezza delle rotte commerciali nel Mar Rosso e nel Golfo.

Quadro finanziario pluriennale (Bilancio UE 2028-2034)
La premier Giorgia Meloni afferma che l’Italia non accetterà un bilancio Ue che ridimensioni Pac, pesca e coesione: “Non c’è contraddizione tra politiche tradizionali e nuove priorità. Non esiste sicurezza senza sicurezza alimentare e non esiste vera competitività senza pari dignità tra i territori”.
Contesta anche i criteri di ripartizione attuali che la penalizzano come contributore netto e chiede l’eliminazione ingiustificata dei privilegi (“rebates”) di altri Stati membri. “Si chiede di correggere le norme che escluderebbero a priori settori industriali chiave (come l’acciaio) o infrastrutture energetiche dall’accesso ai fondi europei di transizione”.
Il Senato ha approvato le due risoluzioni della maggioranza sulle comunicazioni di Meloni in vista del Consiglio Ue: 104 sì, 61 no e 4 astensioni sul primo testo; 108 sì, un no e 2 astensioni su quello sull’Ucraina. Il centrosinistra non ha partecipato al secondo voto per dissenso sul metodo delle doppie mozioni. Preclusi cinque testi delle opposizioni.