Concetta Spaziale pubblica il singolo “Solleone”


Esce per Pioggia Rossa Dischi “SOLLEONE”, il nuovo singolo di CONCETTA SPAZIALE. È anche il momento in cui il progetto si presenta ufficialmente al pubblico

concetta spaziale cover

Concetta Spaziale è una donna del Sud, cresciuta al Nord. Ha da sempre paura degli alieni, ma continua ad attenderli. È anche il femminile di Concetto Spaziale, ispirato ai “Concetti spaziali” di Lucio Fontana: tagli che aprono la superficie a nuove dimensioni, compresa quella del vuoto. Allo stesso modo, Concetta Spaziale cerca nuovi spazi e tempi musicali. Il suo immaginario è sospeso tra esoterismo e psichedelia, in un territorio dove convivono musica classica, rock progressivo italiano, no wave, ambient, krautrock, shoegaze e jazz. Sintetizzatori d’epoca, chitarre dolceamare, bassi pulsanti e batterie mantriche si intrecciano in una fortunata alchimia, tra apatia e isteria.

Dietro Concetta Spaziale c’è Radiana Basso, musicista e regista tra Lugano e Milano. Dopo gli anni trascorsi a suonare e comporre con la band garage-country psichedelica Leopardo, nel 2024 sceglie di tornare alla propria lingua madre e di spingersi oltre i territori già esplorati, verso una scrittura più libera e sperimentale. È da questo movimento che nasce Concetta Spaziale.

E il primo spazio che apre è quello di “Solleone”, una canzone che tiene insieme piacere e vertigine, su un amore così affilato da non lasciare cicatrici, una di quelle sbandate che producono amnesia. E alla fine, cosa ci resta, se non noi stessi?

Su un groove di synth vintage, lucido e sensuale, Concetta Spaziale smonta il machismo e il performativismo romantico. L’amore tossico resta sullo sfondo: al centro ci sono desiderio, memoria e libertà. La voce si moltiplica nei ritornelli in una coralità ipnotica, quasi rituale, mentre bassi pulsanti e timbri analogici costruiscono un’atmosfera sospesa, tra seduzione e psichedelia.

Racconta l’artista: “La rivoluzione amorosa e femminile passa attraverso la riappropriazione del proprio piacere e del proprio sentire, della propria memoria. La fantasia musicale permette una riscrittura del copione: lì, dove c’è una falla, basta un arpeggio in re maggiore per riportare armonia. La voce portante di Solleone è quella di Concetta Spaziale ma la coralità estesa nei ritornelli è stata una scelta precisa, volta a raccontare l’importanza di un sentire collettivo.”