Dermatite atopica, con abrocitinib controllo profondo di cute e prurito già dalle prime settimane secondo nuovi studi
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Negli adulti con dermatite atopica da moderata a grave, abrocitinib ha consentito di raggiungere precocemente una risposta combinata particolarmente stringente, caratterizzata dalla scomparsa quasi completa delle lesioni cutanee e dall’assenza o quasi assenza di prurito. I risultati derivano da un’analisi post hoc aggregata degli studi di fase III JADE DARE, JADE COMPARE e JADE EXTEND, pubblicata su Dermatology and Therapy.
La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica caratterizzata da lesioni eczematose ricorrenti e prurito intenso, con un impatto rilevante sulla qualità di vita. Nei pazienti con malattia da moderata a grave non adeguatamente controllata dalle terapie topiche possono essere impiegati trattamenti sistemici, tra cui dupilumab e abrocitinib, inibitore orale selettivo della Janus kinasi 1 (JAK1) assunto una volta al giorno.
Verso obiettivi terapeutici più ambiziosi
Le più recenti raccomandazioni AHEAD (Aiming High in Eczema/Atopic Dermatitis) hanno proposto obiettivi di attività minima di malattia che combinano la valutazione clinica delle lesioni con gli esiti riferiti direttamente dal paziente. In questa prospettiva, ottenere contemporaneamente una clearance cutanea quasi completa e un controllo pressoché totale del prurito rappresenta un traguardo più ambizioso rispetto agli endpoint tradizionali.
La nuova analisi ha quindi valutato il raggiungimento con abrocitinib di una riduzione di almeno il 90% rispetto al basale nell’Eczema Area and Severity Index (EASI-90), associata a un punteggio da 0 a 1 nella Peak Pruritus Numerical Rating Scale (PP-NRS 0/1), corrispondente ad assenza o presenza minima di prurito.
Tre studi per valutare profondità e rapidità della risposta
JADE DARE era uno studio randomizzato, in doppio cieco e con controllo attivo, nel quale gli adulti con dermatite atopica da moderata a grave hanno ricevuto abrocitinib 200 mg una volta al giorno oppure dupilumab 300 mg ogni due settimane, in entrambi i casi insieme alla terapia topica, per 26 settimane.
JADE COMPARE ha confrontato per 16 settimane abrocitinib 100 o 200 mg, dupilumab e placebo, sempre in associazione alla terapia topica. JADE EXTEND ha invece permesso di valutare la risposta ad abrocitinib nei pazienti che non avevano raggiunto l’endpoint combinato dopo 16 settimane di dupilumab in JADE COMPARE.
Risposta stringente già alla seconda settimana
In JADE DARE, il 5,8% dei pazienti trattati con abrocitinib 200 mg aveva già raggiunto EASI-90 più PP-NRS 0/1 alla seconda settimana, rispetto all’1,1% con dupilumab. La percentuale è aumentata progressivamente e il vantaggio numerico si è mantenuto fino alla settimana 26, quando la risposta combinata è stata osservata nel 31,0% dei pazienti con abrocitinib e nel 21,9% di quelli trattati con dupilumab.
Anche in JADE COMPARE una separazione numerica tra i gruppi è emersa precocemente. Alla quarta settimana aveva raggiunto la risposta stringente il 18,3% dei pazienti trattati con abrocitinib 200 mg e il 7,6% di quelli che ricevevano la dose da 100 mg, rispetto al 2,6% con dupilumab e all’1,6% con placebo. Alla settimana 16, EASI-90 più PP-NRS 0/1 è stato raggiunto dal 27,1% dei pazienti con abrocitinib 200 mg e dal 20,2% con abrocitinib 100 mg, rispetto al 15,5% con dupilumab e al 5,4% con placebo. La dose da 200 mg ha quindi mostrato le percentuali numericamente più elevate durante lo studio, mentre con abrocitinib 100 mg e dupilumab le risposte sono risultate più vicine.

Risposta profonda anche nei pazienti con prurito più intenso
La profondità della risposta ad abrocitinib è risultata sostanzialmente coerente indipendentemente dall’intensità del prurito al basale. Nei pazienti con prurito grave, definito da un punteggio PP-NRS compreso tra 7 e 10, le percentuali di risposta alla settimana 16 sono risultate numericamente più elevate con entrambe le dosi di abrocitinib rispetto a dupilumab o placebo.
Nei pazienti con prurito moderato le risposte ai due dosaggi di abrocitinib e a dupilumab sono state complessivamente simili. Considerando separatamente i punteggi PP-NRS pari a 5 o 6, è tuttavia riemersa una separazione numerica a favore di abrocitinib.
Il controllo della malattia si riflette sulla qualità di vita
Il raggiungimento simultaneo della clearance cutanea quasi completa e dell’assenza o quasi assenza di prurito è stato accompagnato da miglioramenti rilevanti della qualità di vita. Tra i pazienti che avevano ottenuto EASI-90 più PP-NRS0/1 in JADE COMPARE, la riduzione rispetto al basale del Dermatology Life Quality Index (DLQI) con abrocitinib 100 o 200 mg è risultata compresa tra 13,1 e 14,7 punti alle settimane 12 e 16. Si tratta di variazioni ampiamente superiori alla soglia di 4 punti considerata clinicamente significativa.
I risultati rafforzano quindi il valore di endpoint che integrano la valutazione del medico e la percezione del paziente, descrivendo non soltanto il miglioramento delle lesioni, ma una condizione di controllo complessivo della malattia.
Risposta profonda possibile anche dopo dupilumab
Indicazioni favorevoli sono emerse anche nei pazienti che non avevano raggiunto una risposta adeguata con dupilumab e che sono successivamente passati ad abrocitinib in JADE EXTEND. Obiettivi di risposta meno stringenti, come EASI-75 associato a una riduzione del prurito di almeno 4 punti (PP-NRS4) ed EASI-90 più PP-NRS4, sono stati osservati già due settimane dopo l’inizio di abrocitinib.
Con il proseguimento del trattamento, una parte di questi pazienti ha raggiunto anche l’endpoint più stringente. Alla settimana 92, EASI-90 più PP-NRS 0/1 è stato ottenuto dal 16,7% dei pazienti trattati con abrocitinib 200 mg e dal 18,5% di quelli che ricevevano 100 mg. I dati suggeriscono pertanto che una risposta profonda può essere raggiunta anche dopo un controllo insufficiente con dupilumab.
Controllo precoce e multidimensionale
Nel complesso, l’analisi mostra che abrocitinib può consentire a una quota rilevante di pazienti di raggiungere un controllo multidimensionale della dermatite atopica, combinando una clearance cutanea quasi completa con l’assenza o quasi assenza di prurito. La risposta è emersa precocemente, ha mostrato un andamento dose-dipendente in diversi momenti di valutazione ed è risultata osservabile anche nei pazienti con prurito grave o con precedente risposta inadeguata a dupilumab.
Gli esiti di sicurezza, già pubblicati in precedenza, sono risultati coerenti con il profilo precedentemente osservato per abrocitinib nel programma clinico JADE. I risultati dell’analisi supportano il potenziale di abrocitinib nel favorire una soppressione profonda della malattia e nel contribuire a innalzare gli obiettivi terapeutici nella dermatite atopica da moderata a grave.
Bibliografia
Weidinger S, et al. Abrocitinib Achieves Early and Complete/Near-Complete Skin Clearance Plus Itch-Free State in Atopic Dermatitis: Phase 3 Pooled Post Hoc Analysis. Dermatol Ther (Heidelb). 2026 Aug;16(8):4217-4225.