A Bonelli non piace il nome “campo largo”. E dice no alle primarie: “Penso che non siano utili. Conte o Schlein? Preferisco Fratoianni e… Bonelli”
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“Non chiamiamoci campo largo, via questo nome per favore”. Lo dice Angelo Bonelli di Avs rivolgendosi agli alleati della coalizione di centrosinistra durante il festival del Manifesto in corso a Roma. “Le primarie penso che non siano utili e rischiano di aumentare le differenze”, conclude.
“Conte o Schlein? Preferisco il mio collega Fratoianni. E, posso dirlo? Angelo Bonelli. Questo è evidente nel momento in cui ci saranno le primarie”, dice invece a margine della festa del Foglio a Firenze. “Io vorrei una persona, uomo o donna che sia, che porti con forza i temi della giustizia sociale e climatica, della pace e del diritto internazionale”. Di fronte ai gazebo, in sostanza, “noi non deleghiamo a nessuno le proposte politiche e programmatiche che riguardano Avs. E quindi Avs, nel momento in cui si decideranno le primarie, farà una sua valutazione e una sua proposta”.
Tra poco, prosegue, “inizieremo a costruire il programma. Sulla leadership, nel momento in cui ci riuniremo tutti quanti, e questo avverrà rapidamente, definiremo la via migliore”. In questo senso “ho espresso sempre la mia posizione: la critica alle primarie, perché non le ritengo in questa fase storica lo strumento più utile per raggiungere l’obiettivo. Però, se gli altri ritengono che le primarie siano il passaggio obbligato, primarie siano e ci vedremo e ragioneremo anche su questo”, conclude.
“Dobbiamo costruire un’alternativa credibile al governo Meloni, definire un programma comune e mettere all’angolo questa destra. Tutto ci vuole fuorché aprire adesso la discussione sulle primarie. Riconsegnare il Paese alla destra, con tutte le conseguenze anche sull’elezione del prossimo Presidente della Repubblica, sarebbe storicamente imperdonabile. Ho grande stima del Partito Democratico, il principale partito della coalizione, e di Giuseppe Conte. Proprio per questo considero un atto di lealtà e responsabilità dire apertamente ciò che penso. Quanto alla lettera a Meloni, ne condivido al cento per cento i contenuti, ma sarebbe stata opportuna una maggiore condivisione tra alleati. Non è vero che nel centrosinistra manchi il dialogo: la chat tra i leader esiste da oltre un anno e mezzo. Presto inizieremo a definire il programma comune. Ci uniscono battaglie fondamentali, dalla sanità pubblica al salario minimo, dalle politiche climatiche ed energetiche alla politica estera. Anche sulla difesa comune europea PD, M5S e AVS hanno una posizione condivisa, mentre la destra è contraria. Non possiamo rassegnarci a consegnare nuovamente il Paese a chi ha fallito sulle politiche sociali, energetiche e climatiche. La nostra responsabilità è costruire l’alternativa”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)