Oggi è San Francesco e per la prima volta è festa nazionale, Meloni: “Il più italiano dei nostri santi”


Oggi è San Francesco, la premier Meloni: “Celebriamo il nostro Patrono, il più amabile, il più poetico e il più italiano de’ nostri santi”

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“Oggi è un giorno di festa, per l’Italia e gli italiani. Oggi celebriamo il nostro Patrono, San Francesco, “il più amabile, il più poetico e il più italiano de’ nostri santi“. Oggi ricordiamo un uomo che ha lasciato tutto per trovare tutto, un Santo che ha insegnato al mondo la gioiosa semplicità dell’amore, un italiano che ha forgiato l’identità di un intero popolo. Oggi l’Italia rende omaggio ad uno dei suoi figli più grandi, testimone di un messaggio universale che ha attraversato le generazioni e che continuerà ad illuminare il nostro cammino”. Così una dichiarazione del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

MATTARELLA: “HA ANCORA UN FORTISSIMO ASCENDENTE, SOPRATTUTTO TRA I GIOVANI”

“La sua personalità, così umile e, insieme, così vigorosa, ha operato conversioni, orientato scelte di vita, suscitato attenzione e affetto, ispirato artisti e poeti, comunità. E continua a esercitare un fortissimo ascendente su milioni di persone, particolarmente tra i giovani”, dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad Assisi durante la cerimonia in occasione della Festa nazionale di San Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della morte.

“I caratteri della società italiana- prosegue Mattarella- ne hanno tratto un segno profondo e non possono prescindere dalla sua lezione: ne è conferma la proclamazione a santo patrono che, al contempo, esprime invito e impegno alla coerenza. Un santo figlio della terra umbra che respirò l’atmosfera intensa e dinamica del suo tempo. Francesco canta in francese, ma sceglie il volgare per predicare, per diffondere la parola di Dio. E con il ‘Cantico delle Creature’, la più alta tra le prime espressioni poetiche in volgare, magnifica e commovente, concorre all’inizio della storia della nostra letteratura. Così come la rappresentazione della Natività a Greccio e la diffusione della devozione popolare francescana contribuiscono all’avvio delle forme teatrali religiose medievali”.

MATTARELLA: “RUPPE L’IDOLATRIA DEL DENARO, UMILE MA NON INGENUO”

“Non fu facile, per Francesco, professare la sua fede e i suoi ideali, così ambiziosi, così distanti dal sentire comune. Fu incompreso, spesso deriso. A volte il suo pensiero fu persino manipolato e strumentalizzato. La ricerca storica ci presenta una figura mite, ma tutt’altro che accomodante, un animo lieto, fiducioso in Dio, e insieme sofferente per via della cupidigia, della malvagità, della brama di potere, della violenza, della stoltezza nella vita praticata dagli uomini. La sua povertà, così cercata e desiderata, fu rottura concreta con l’idolatria del denaro; la sua umiltà non aveva nulla di ingenuo, nasceva da una sete esigente di verità; la sua obbedienza non fu remissività, ma una faticosa, ponderata ricerca delle ragioni superiori dell’unità del popolo cristiano e della Chiesa. Ricordare, oggi, l’insegnamento di Francesco al mondo contemporaneo vuol dire porre in luce alcuni fondamenti decisamente attuali anch’essi della sua predicazione: la dignità di ogni persona, il rispetto del Creato, la pace”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad Assisi durante la cerimonia in occasione della Festa nazionale di San Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della morte.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)