Mattarella: “La scuola deve includere. Prepara tutti, è aperta a tutti. No ai ghetti”


Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad Amatrice, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2026/2027

“Tutti a scuola” 2026. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato ad Amatrice, nel decimo anniversario del terremoto, l’anno scolastico 2026-2027.

Al suo arrivo, il Capo dello Stato ha deposto una corona di fiori presso il monumento dedicato alle vittime del sisma.

Mattarella è giunto, quindi, all’Istituto Omnicomprensivo “Sergio Marchionne” dove, con il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha incontrato gli studenti della Scuola d’Infanzia e della primaria e una delegazione dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia.

Presidente Sergio Mattarella con Alberto Angela. (Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione)

Il Presidente della Repubblica, successivamente, si è recato nella “Sala immersiva”: con Alberto Angela ha partecipato a un laboratorio con gli studenti sul tema delle nuove tecnologie.

È un tratto di strada nuovo quello che comincia. Sono nuove le classi, nuovi gli studi che si affrontano, nuovi i ragazzi e le ragazze delle prime classi, ma soprattutto è nuovo il mondo, che cambia velocemente. Un percorso aperto, sempre nuovo. Da affrontare con la speranza di  dare e ricevere di più. Di crescere e di costruire. La scuola prepara il futuro, come ben sappiamo. Tessendo insieme conoscenze e creatività, cultura e dialogo tra le persone” esordisce il Presidente.

I compiti educativi e formativi sono sempre stati cruciali. Ma oggi, se possibile, lo sono ancora di più. Soprattutto oggi educare vuol dire, insieme a trasmettere conoscenze, promuovere talento e partecipazione; vuol dire sviluppare le qualità intellettuali e morali, vuol dire formare personalità libere e mature, capaci di contribuire alla vita di comunità.

Compito della scuola è formare ragazze e ragazzi che abbiano voglia di adoperare le potenzialità dei loro cellulari per pensare in proprio, liberamente, e non per consegnarsi a qualcuno che pensi al loro posto; per cercare spazi nuovi e non per rassegnarsi a ciò che l’algoritmo decide di proporci.

Custodire e allenare la nostra umanità e le nostre menti, senza farle atrofizzare dallo strapotere computazionale: questa è missione della scuola.

Il Presidente Sergio Mattarella (Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione)

La scuola deve includere, recuperare, ricostruire. I nostri bambini, i nostri studenti sono avanti a noi per tante cose, ma sappiamo che hanno bisogno di trovare fiducia, che il disagio può nascondersi nei loro comportamenti. Può nascondersi persino ai genitori. La scuola prepara tutti – “È aperta a tutti”: così dispone l’art. 34 della Costituzione.

Deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale. Gli studenti non sono semplici utenti della scuola. La società ha bisogno della loro voce.” puntualizza.

Poi si rivolge direttamente agli studenti: “Rendetevi ancora più protagonisti della vita scolastica. Con la vostra consapevolezza, con il vostro impegno. Conoscenza e studio sono importanti per la vita. Non un sapere astratto o soltanto astratto, teorico. Ma un sapere che si unisce all’amicizia, alla premura per chi ci sta accanto, alla responsabilità verso gli altri. Questa è la strada della libertà. La nostra libertà è autentica se la libertà esiste per tutti. Dobbiamo essere padroni dei nostri tempi” conclude Mattarella.

agnesepriorelli

Giornalista