Orvieto, picchetto contro Vannacci. Gli organizzatori: “L’Umbria è una terra che include e non esclude”


Verini (Pd): “Ciò che dice Vannacci è una ferita all’Italia, a chi si è battuto per la libertà”

Picchetto antifascista contro Roberto Vannacci a Orvieto. A poca distanza dal Forum dell’Indipendenza italiana, dove il generale chiude la tre giorni di Futuro Nazionale insieme a Gianni Alemanno, un centinaio di persone si sono radunate in piazza ex Croce Rossa per una protesta pacifica promossa da Articolo 21, Spi-Cgil, Associazione Rose Rosse d’Europa e Anpi.

Tra i manifestanti anche il senatore del Pd Walter Verini. Non è soltanto Orvieto, evidenzia Verini, a essere ferita dalla presenza del generale: “Le cose che dice Vannacci sono una ferita all’Italia, a chi si è battuto per la libertà”. “L’Umbria è la terra delle marce della pace, del dialogo, di Capitini. È una terra che include e non esclude, apre e non chiude. Vannacci è il simbolo delle chiusure, dei muri, in un tempo drammatico in cui servirebbero ponti e dialogo”, aggiunge il senatore dem.

Nessuna intenzione – assicura Enrico Petrangeli, tra i coordinatori del presidio – di impedire a Vannacci di parlare: “Non è nel nostro dettato costituzionale impedire qualcosa a qualcuno”. L’obiettivo è invece contrastare “una visione lesiva dei diritti delle persone”. E sul manifesto che nei giorni scorsi ha fatto discutere, con Vannacci che appare a testa in giù a seconda di come viene girato, replica: “È questione di punti di vista”.