Guerra in Iran, colpito l’aeroporto di Riad e impianti Aramco. Houti: “Non in guerra con l’Italia. Rispondiamo a 731 raid sauditi”. Si alza lo scontro tra Arabia Saudita e il gruppo yemenita
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Una grande colonna di fumo visibile vicino al principale aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh, in Arabia Saudita. Dall’Arabia Saudita le autorità aveva inviato alla popolazione alert per tutta la notte, avvertendo di un potenziale pericolo intorno alla capitale, in un contesto di escalation degli attacchi da parte del gruppo yemenita degli Houthi. Sono stati i primi allarmi lanciati dall’inizio dell’escalation con gli Houthi a luglio.
Così nel corso della giornata di sabato, un’enorme colonna di fumo nero si è innalzata nella zona tra l’autostrada e l’aeroporto, il terminal principale e altre strutture in primo piano. A riprenderla numerosi post sui social dei cittadini, le emittente saudite e internazionali. In alcuni filmati pubblicati sono visibili fiamme che sembrano levarsi da impianti di carburante. Non solo: il sito di tracciamento aereo FlightRadar24 riporta “maggiori disagi” per chi viaggia dal Riyahd King Khalid International Airport, con 17 voli cancellati e 440 voli in ritardo (oltre la metà di quelli in programma).

GLI HOUTHI RIVENDICANO GLI ATTACCHI A RIAD E A IMPIANTI ARAMCO
In serata gli Houthi stessi hanno rivendicato e confermato di aver lanciato attacchi contro “siti sensibili” a Riad e contro impianti petroliferi nella città portuale saudita di Yanbu, dopo le esplosioni registrate nella notte nella capitale del Regno. Sul profilo X del portavoce del gruppo, Yahya Saree, è stato pubblicato infatti un comunicato stampa firmato “Forze Armate Yemenite” in cui si rivendicano in particolare due distinte operazioni militari, effettuate “con un gran numero di missili balistici e da crociera e droni”. In particolare, la prima “ha mirato a obiettivi sensibili nella capitale del nemico saudita, Riyadh– specifica la nota- e la seconda ha mirato alla compagnia nazionale saudita di idrocarburi, Aramco, alla raffineria di Yanbu. Ed “entrambe le operazioni sono state coronate dal successo”.
“I NOSTRI ATTACCHI IN RISPOSTA AI 732 RAID AEREI SAUDITI”
Gli attacchi degli Houthi all’Arabia Saudita rappresentano “la risposta ai continui raid aerei aggressivi condotti dal criminale nemico saudita criminale sul nostro popolo con gli aerei da combattimento di tipo F15 e Typhoon che decollano dalle basi di Khamis Mushait e Ta’if”, spiegano i militari. Non solo: gli Houti hanno contato finora “732 raid aerei” che avrebbero prodotto vittime e feriti tra i civili e distruzioni nelle infrastrutture civili. Non solo: le azioni militari odierna sono anche una risposta “ai tentativi del nemico saudita criminale di mirare alla capitale Sana’a con metodi e tattiche daeshiane, attraverso tentativi di esplosioni che colpiscono i civili senza distinzione o eccezione”, prosegue la comunicazione delle forze armate houti.
ATTACCO ALL’EUROFIGHTER ITALIANO, GLI HOUTI: “NON SIAMO IN GUERRA CONTRO L’ITALIA, MA I VOSTRI AEREI SONO QUI”
“Non siamo in guerra con l’Italia e non intendiamo coinvolgere il vostro Paese. Ma ci chiediamo cosa ci fanno gli aerei italiani in Arabia Saudita a sostegno della guerra di Riad contro di noi”: in un momento in cui lo scontro Houthi-Riad sta vivendo una escalation ed ha portato all’attacco alla base aerea di Ta’if che ospita personale e mezzi militari italiano, interviene così Muhammad Mansur, funzionario del ministero dell’informazione del governo Houthi a Sanaa.
“La nostra è una resistenza armata legittima di fronte alla prolungata aggressione saudita”, spiega chiarendo il motivo dell’escalation. Di qui la puntualizzazione: “Non intendiamo coinvolgere il vostro Paese. Ma osa ci fanno gli aerei italiani in Arabia Saudita?”, in riferimento al velivolo F-2000 (Eurofighter) italiano colpito mentre si trovava all’interno dello scalo.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)