Trump ha firmato una legge, approvata dal Congresso, che prende di mira i settori energetico e della difesa. Zelensky su X ringrazia il leader Usa e sottolinea l’importanza di “attuare rapidamente le disposizioni” della norma
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato una legge del Congresso che amplia le sanzioni contro la Russia al fine di aumentare la pressione su Mosca per la guerra in Ucraina. La legge HR 5334 – annunciata da un comunicato della Casa Bianca – è anche nota come “Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026”, in omaggio al senatore repubblicano scomparso improvvisamente a luglio dopo aver dedicato oltre un anno al processo di negoziazione tra Russia e Ucraina.
La norma – si legge nella nota della Casa Bianca – “autorizza ed estende le sanzioni, i dazi e i divieti previsti dalla legge nei confronti della Russia e proroga le sanzioni esistenti contro l’Iran”. Approvato dal Senato il mese scorso, il provvedimento è stato approvato dalla Camera con 262 voti favorevoli e 159 contrari.
COSA PREVEDE LA LEGGE
Nel dettaglio, la legge prende di mira i settori energetico e della difesa, autorizzando l’amministrazione statunitense di aumentare i dazi doganali ad valorem fino al 500% su tutte le merci importate negli Usa dalla Russia. Inoltre, permette di applicare dazi fino al 100% sui paesi che sono i principali acquirenti di petrolio e gas russi. Tra questi anche Cina e India.
Oggetto della legge anche le flotte ombra di navi utilizzate per il trasporto non tracciato o sovra-prezzo di greggio in violazione dei tetti dei prezzi internazionali. Parallelamente, si estende l’isolamento degli istituti di credito russi dal sistema finanziario globale. La legge prevede sanzioni anche contro il presidente Putin, alti funzionari del suo governo.
ZELENSKY: “GRAZIE PRESIDENTE TRUMP. ATTUARE PIENAMENTE E RAPIDAMENTE LE DISPOSIZIONI DI QUESTA LEGGE”
Il provvedimento ha raccolto il plauso di Volodymyr Zelensky che, in un lungo post su X, scrive: “Quando Lindsey Graham si trovava qui in Ucraina, sottolineava sempre quanto fosse importante non allentare la pressione sulla Russia, rafforzare le sanzioni e cercare una via verso la pace. In particolare, nei confronti di quelle capitali che scelgono di acquistare petrolio russo, fornire servizi finanziari alla Russia e consentire alle aziende russe legate a Putin e alla guerra di intrattenere normali relazioni commerciali in altri Paesi. Il senatore Graham non ha mai dubitato, nemmeno per un istante, che l’America avesse la forza necessaria per opporsi ai dittatori e ottenere risultati, agendo nel modo giusto”.
“Ringrazio il Presidente Trump per aver firmato questa legge di fondamentale importanza– prosegue-. Ringrazio tutti i senatori e i membri della Camera dei Rappresentanti che l’hanno sostenuta. Il modo migliore per onorare la memoria di Lindsey sarà attuare pienamente e rapidamente le disposizioni di questa legge. E la ricompensa migliore per tutti coloro che ci aiutano a esercitare pressione sulla Russia affinché ponga fine alla guerra sarà la pace. La pace, e la fine di tutti i problemi e le sfide che questa guerra ha portato con sé”.
“La pace nasce dalla forza. La serenità nasce dalla sicurezza. E la migliore garanzia di sicurezza è la determinazione”, scrive ancora Zelensky. “Ringrazio tutti coloro che difendono con determinazione la vita! Ringrazio tutti coloro che sono al fianco dell’Ucraina! America, grazie!”, conclude il presidente.
RUSSIA AL VOTO PER IL RINNOVO DELLA DUMA
Intanto, in questo clima, in Russia sono iniziate le operazioni di voto per il rinnovo della Duma (la camera bassa del Parlamento), le prime dall’invasione dell’Ucraina nel 2022. Le urne rimarranno aperte fino a domenica per consentire a tutti i 111 milioni di elettori aventi diritto di esprimere la propria preferenza in merito all’elezione di 450 deputati. Nel primo giorno, venerdì 18, sono l’affluenza è stata del 25,30%.
Tra i candidati esponenti di Russia Unita, il partito di Putin che ha conquistato più di due terzi dei seggi della Duma alle elezioni del 2021 ed è nuovamente destinata a dominare l’organo legislativo. In corsa anche altri 9 partiti favorevoli alle politiche del presidente. Escluso dalla competizione elettorale, invece, Jabloko, l’unico che si è opposto alla guerra in Ucraina.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)