La smentita di Mosca: “Colpiti treni con armi per l’esercito ucraino”, ma la Nato alza i livelli di sorveglianza sul fianco orientale
L’attacco con drone di ieri mattina della Russia a un treno diretto a Varsavia, vicino al confine tra Ucraina e Polonia, era “inteso a spingere i paesi occidentali a interrompere il loro sostegno a Kyiv”, lo ha dichiarata la responsabile della politica estera dell’Ue Kaja Kallas, l’indomani del raid russo a soli due chilometri dal confine polacco. Kallas, in Finlandia per un vertice internazionale sull’Artico, ha risposto infatti ai cronisti su quanto avvenuto ieri, a solo due chilometri dal confine polacco.

Non si fanno infatti attendere le reazioni dell’Europa ai recenti attacchi russi che hanno attivato la massima allerta al confine con la Polonia, dove solo ieri, domenica 13 settembre, è stata colpita una stazione di servizio a Yahodyn e la locomotiva di un treno passeggeri nella regione della Volinia, per fortuna senza provocare morti o feriti. Lo stesso presidente ucraino Zelensky ha subito messo in guardia gli alleati europei dalla minaccia sempre più vicina: “È proprio per impedire che questi attacchi si diffondano ulteriormente in Europa- scrive sui suoi canali social- che gli uomini e le donne ucraini combattono ogni giorno, danno la loro vita e non permettono all’aggressione di espandersi”. Perché “Il terrorismo russo è una minaccia comune per molti, ma può e deve essere sconfitto in Ucraina”, ha avvertito. “I russi sono alle vostre porte”, ha scritto in modo molto più diretto su X il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha. Gli attacchi hanno fatto scattare un’allerta aerea in diverse contee della regione polacca di Lublino e hanno spinto il premier polacco Donald Tusk a convocare una riunione d’emergenza.
NELL’ALLERTA SICUREZZA COINVOLTO UN TRENO CON DELEGATI UE
Ma a scuotere ancora di più gli animi europei, non è solo la vicinanza al confine di un paese Nato. C’è da contare anche una coincidenza ‘sfiorata’: il treno che ha preceduto quello colpito dai russi a due chilometri dal confine tra Polonia e Ucraina infatti ospitava alti consiglieri per la sicurezza di diversi Paesi europei – compreso l’italiano Fabrizio Saggio – in viaggio verso la Polonia. A bordo del treno speciale si trovavano i consiglieri di sicurezza di Italia, Regno Unito, Francia e Germania, oltre a personalità come l’ex premier britannicoBoris Johnson e l’ex direttore della CIA David Petraeus, di ritorno da una conferenza a Kiev. Il convoglio con a bordo i delegati europei è stato fermato temporaneamente a causa delle allerte di sicurezza, ma non ci sono stati feriti.
IL DIPLOMATICO ITALIANO: “UN MESSAGGIO CHIARO, POTEVANO COLPIRCI”
A pericolo scampato, Fabrizio Saggio, il delegato italiano che era a bordo sul treno che ha preceduto quello colpito dai russi in Ucraina, ha espresso le sue preoccupazioni, riportate dal Corriere della Sera. “È chiaro- ha riferito al suo staff- che i russi sapevano esattamente chi stava dove, in quale treno e forse anche in quale vagone”. Saggio, consigliere diplomatico di Giorgia Meloni e da qualche tempo anche advisor per la sicurezza nazionale, rientrato a Roma, era in viaggio con il suo numero due Pietro Sferra Carini, ha ammesso il suo turbamento per l’esperienza vissuta: “Se non ti fa paura, comunque ti invita a riflettere, fa un certo effetto”.
Su quel treno terribilmente vicino al raid viaggiavano politici, giornalisti, ex capi di governo, agenti dei servizi, scorte, tutti potenzialmente alla mercé di un drone russo. “Prima hanno fermato il treno per un allarme aereo – è il racconto fatto dal diplomatico- e siamo rimasti fermi vicino al confine, poi quando l’allarme è rientrato e siamo arrivati in territorio polacco hanno colpito il treno che ci seguiva”. Insomma, il messaggio inviato dai russi è stato chiaro: “Possiamo colpirvi”, ha riferito Fabrizio Saggio.
MOSCA: “COLPITE LOCOMOTIVE E TRENI MILITARI CON ARMI PER L’ESERCITO UCRAINO”
Arriva solo l’indomani la ‘scheda informativa’ del ministero della Difesa russo sulle azioni compiute dall’esercito nelle ultime ore. In particolare, in un passaggio si fa riferimento anche a quanto avvenuto al confine polacco: “Le forze russe- riporta la comunicazione della Difesa pubblicata dall’agenzia russa Tass- hanno inoltre colpito locomotive e treni militari che trasportavano rifornimenti per l’esercito ucraino nelle regioni di Dnipropetrovsk, Zaporozhye, Poltava, Nikolayev e Odessa”.
LA NATO ALZA I LIVELLI DI SORVEGLIANZA SUL FIANCO ORIENTALE
Per tutta risposta, già ieri, sul fianco orientale della Nato si sono alzati i livelli di sorveglianza con radar, caccia, aerei da ricognizione e sistemi di difesa aerea in allerta contro il rischio dell’avvicinarsi di droni nemici. La Polonia appare al momento tra i Paesi al confine con l’Ucraina più esposti e il governo prova a reagire. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha infatti convocato per le 17 una riunione con i ministri della Difesa e dell’Interno, rispettivamente Wladyslaw Kosiniak-Kamysz e Marcin Kierwinski, e con i dirigenti dei servizi segreti. Lo ha reso noto il portavoce del governo polacco, Adam Szlapka. La riunione è stata convocata “in relazione agli ennesimi attacchi della Federazione Russa nelle immediate vicinanze della Polonia”.
LA CONDANNA DEI MINISTRI EUROPEI ALL’ATTACCO RUSSO AL CONFINE CON LA POLONIA
L’attacco ad un treno vicino al confine tra Ucraina e Polonia “è stato effettuato con l’obiettivo di intimidire e dividere gli europei”, ha dichiarato lunedì il ministro degli esteri francese Jean-Noel Barrot al Vertice europeo sull’Artico in Finlandia, seguendo di fatto il commento analogo rilasciato sullo stesso tema dalla responsabile della politica estera dell’Ue Kaja Kallas.
Da Londra, anche il governo di Andy Burnham interviene sull’attacco russo di ieri contro un treno ucraino non lontano dal confine polacco, avvenuto a distanza di pochi minuti dal passaggio d’un altro convoglio sul quale era bordo l’ex premier conservatore Boris Johnson insieme a una rappresentanza di diplomatici europei. Un portavoce di Downing Street infatti definisce l’iniziativa russa un vero e proprio “atto intimidatorio di Mosca” e per tutta risposta assicura che “il Regno Unito non si lascerà spaventare né scoraggiare, nel suo sostegno all’Ucraina”.
Anche il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ospite del programma Radio24Mattino su Radio24, ha commentato così l’ultima iniziativa russa al confine con la Polonia. “Certamente non ci facciamo intimidire, ma siamo sostenitori di una forte azione di pace”, ha mandato a dire il ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio. “È stato un altro segnale della Russia per dire ‘attenzione, non aiutate troppo l’Ucraina’. Poi loro dicono che l’attacco era contro treni che portavano armi europee agli ucraini…”, ha detto Tajani. “La Russia certamente manda segnali e fa provocazioni, testa le reazioni dell’Occidente. In questo caso bisogna sempre essere fermi- ha sostenuto- ma senza perdere mai l’obiettività, la capacità, la serietà di mediazione e di dialogo. Quindi, fermi nella risposta…ma è chiaro che la Russia non può continuare con questa aggressività, dopo aver attaccato l’Ucraina, nel mandare segnali all’Europa”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)