L’European Research Council (ERC) ha annunciato i vincitori e le vincitrici degli Starting Grants 2026. I finanziamenti, per un valore complessivo 705 milioni di euro, sono stati assegnati a 421 ricercatori e ricercatrici
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L’European Research Council (ERC) ha annunciato i vincitori e le vincitrici degli Starting Grants 2026. I finanziamenti, per un valore complessivo 705 milioni di euro, sono stati assegnati a 421 ricercatori e ricercatrici di tutta Europa per consentire loro di realizzare, nella fase iniziale di carriera, le idee più innovative e promettenti. Il finanziamento ERC prevede un contributo fino a 1,5 milioni di euro per un periodo massimo di cinque anni.
L’Italia si posiziona al sesto posto, a pari merito con la Svezia, con 22 progetti premiati. Tra questi, due sono coordinati dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr): si tratta dei progetti SORBETTO “Southern Ocean Response of Biology and Ecosystems To Temperature and Oxygen change“, coordinato da Simone Moretti presso l’Istituto di scienze polari del Cnr di Bologna (Cnr-Isp) eMoleQool “A nanophotonic molecular platform for multicolor quantum”, coordinato da Maximilian Schemmer dell’Istituto nazionale di ottica di Sesto Fiorentino (Firenze) (Cnr-Ino).
Di seguito le sintesi dei progetti Cnr premiati:
SORBETTO: coordinato da Simone Moretti presso il Cnr-Isp, è un progetto quinquennale finanziato per ricostruire il passato e prevedere il futuro degli ecosistemi marini antartici in risposta al cambiamento climatico. Integrerà un approccio morfo-densitometrico, basato su un laboratorio mobile di microtomografia a raggi X, con un approccio geochimico. L’obiettivo è ricostruire la risposta allo stress fisiologico degli organismi antartici analizzando collezioni storiche e moderne di materiale biologico, accumulate nel corso di un secolo di esplorazioni antartiche internazionali. I cambiamenti fisiologici osservati saranno collegati meccanicisticamente ai fattori ambientali attraverso modelli basati sulla teoria metabolica degli ectotermi. Esperimenti di respirometria condotti su animali antartici consentiranno di ottenere la prima parametrizzazione di questi modelli per la zona antartica dell’Oceano Meridionale, gettando le basi per previsioni affidabili sul futuro di questi habitat e per lo sviluppo di strategie efficaci di conservazione.
Simone Moretti, laurea in Scienze geologiche (2014) all’Università di Bologna e laurea magistrale in Scienze della Terra (2016) presso il Politecnico Federale di Zurigo. Con esperienza di ricerca decennale presso università e istituti stranieri, lavora attualmente come postdoc presso l’Istituto Max Planck per la Chimica. Ha partecipato nel 2019 alla spedizione 383 dell’International Ocean Drilling Program (IODP) nell’Oceano Meridionale, a bordo della R/V JOIDES Resolution. È autore o coautore di 23 lavori su riviste internazionali e di 2 volumi del progetto IODP e ha svolto attività di revisione per Polar Biology, Biogeosciences, Nature Reviews, Nature Communications, Nature Geoscience e Science Advances.
MoleQool: guidato da Maximilian Schemmer del Cnr-Ino, si propone di sviluppare una nuova tecnologia per le memorie quantistiche. Grazie all’impiego di molecole ultrafredde e tecnologie nanofotoniche, il progetto mira a consentire a sistemi quantistici, che utilizzano diversi colori della luce, di scambiarsi informazioni. Oggi, infatti, ciascuna tecnologia quantistica opera a una propria lunghezza d’onda, o frequenza, rendendo complessa la comunicazione tra dispositivi quantistici differenti. Per superare questo limite, Schemmer utilizzerà molecole che, a differenza degli atomi generalmente impiegati, possono interagire con diversi colori della luce, agendo così da ponte tra tecnologie quantistiche che altrimenti non potrebbero comunicare. In futuro, questa tecnologia potrà contribuire allo sviluppo di reti quantistiche interconnesse, favorendo il collegamento tra computer e dispositivi quantistici e la realizzazione dell’Internet quantistico del futuro, oltre a nuove forme di comunicazione quantistica a lunga distanza, caratterizzate da elevati livelli di sicurezza e maggiore resistenza alle intercettazioni.
Maximilian Schemmer è fisico con una formazione internazionale maturata tra Germania, dove è nato, e Francia. Dopo la laurea in Fisica presso l’Università Albert Ludwig di Friburgo (2013), ha conseguito un Master presso l’École Normale Supérieure di Lione (2015) e un dottorato di ricerca presso l’Università Paris-Saclay e l’Institut d’Optique Graduate School (2019). È stato Lecturer e Marie Curie Fellow alla Humboldt Universität di Berlino dal 2019 al 2022. Dal 2022 svolge attività di ricerca come postdoc presso il Cnr-Ino di Firenze.
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