Sversamento nel Naviglio a Milano, si indaga per inquinamento ambientale. È caccia ai responsabili. Il Gruppo Cap: “L’evento è totalmente estraneo alle proprie attività di manutenzione fognaria”
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A provocare la lunga scia nera e oleosa nelle acque del Naviglio Grande, arrivata alle porte di Milano non è stato un incidente causato dai lavori di manutenzione fognaria. A distanza di quasi due giorni dallo sversamento di una sostanza ritenuta, dai primi accertamenti, gasolio si indaga per risalire alle cause che hanno portato al danno ambientale e messo a rischio il delicato ecosistema locale. Il Comune di Milano e i comuni limitrofi si considerano parte lesa. Si indaga per inquinamento ambientale colposo o doloso, per capire se dietro quella quantità consistente di liquido oleoso ci sia stato uno scarico illegale e deliberato di rifiuti industriali o una grave negligenza.
L’ORIGINE DEL PROBLEMA, CHI LO HA SCOPERTO
Quello che sembra ormai certo è dove ha avuto origine il versamento: nella Frazione Ponte Vecchio di Magenta, all’altezza del ponte sotto cui scorre il canale. Proprio in quel punto giovedì scorso erano in corso dei lavori di manutenzione della rete fognaria comunale. Gli operai della Cap, gruppo che gestisce il servizio idrico integrato – inclusa la rete fognaria – nella città metropolitana di Milano, stavano lavorando a un impianto dotato di pompe di sollevamento della fogna. E proprio loro si sono accorti dell’odore fastidioso e hanno individuato “per primi la presenza anomala di liquido sversato da terzi”.
A chiarire le dinamiche del rilevamento è proprio il gruppo Cap che, in una nota, prende le distanze da accuse riferite a proprie eventuali responsabilità. “In merito allo sversamento rilevato nelle acque del Naviglio, Gruppo CAP precisa che l’evento è totalmente estraneo alle proprie attività di manutenzione fognaria- puntualizza infatti- interventi che non prevedevano alcuna operazione di scavo”.
Il personale del gruppo, “presente in zona per le regolari operazioni di cantiere”, una volta “constatata la criticità”, ha quindi “immediatamente dato l’allarme alle autorità competenti e si è attivato con tempestività per mettere in atto le prime misure di contenimento, fondamentali per arginare la diffusione della sostanza e tutelare l’ambiente”. L’azienda assicura infine di essere “a completa disposizione delle autorità preposte per fornire tutto il supporto tecnico necessario ad agevolare le indagini”.
SITUAZIONE IN MIGLIORAMENTO, MA SI ATTENDONO GLI ESAMI DI ARPA
Intanto, la situazione risulterebbe in miglioramento, anche se i danni ambientali andranno valutati con attenzione anche alla luce dei test sui prelievi dell’acqua effettuati da Arpa, i cui risultati saranno disponibili nei prossimi giorni. Così sarà anche più chiaro di che tipo di inquinante si tratti. Questa mattina i tecnici di Città metropolitana hanno sostituito i pannelli assorbenti lungo il naviglio. Il punto più critico è a Robecco e riguarda la Roggia Soncina, dove si è accumulato il materiale della prima fase dell’intervento.
LEGAMBIENTE: “BENE LA RETE DI PROTEZIONE AMBIENTALE, TIMORI PER LA CONTAMINAZIONE”
“È sicuramente presto per commentare sulle indubitabili responsabilità, che ci auguriamo siano prontamente individuate. Ci auguriamo altresì che le amministrazioni riescano a gestire la futura emergenza ambientale con la stessa qualità di intervento dimostrata nel corso di queste ore”: Legambiente Lombardia interviene sul versamento di gasolio nel Naviglio Grande in una nota e non esita a definirlo una emergenza ambientale.
“Il naviglio Grande non è soltanto un elemento del paesaggio- spiegano gli ambientalisti- ma un servizio ecosistemico che migliora la qualità della vita degli abitanti, oltre a essere dimora di fragili ecosistemi e fondamentale riserva idrica per l’agricoltura e la zootecnia in questo periodo di grave carenza. Dopo questo sversamento, probabilmente senza precedenti nel milanese, tutte le prerogative e i servizi offerti da questa infrastruttura blu non saranno disponibili fino a quando la contaminazione non sarà ridotta perlomeno ai termini di legge”.
“Legambiente Lombardia contribuirà in tutte le sedi competenti all’accertamento delle responsabilità di questo grave danno ambientale- assicura l’associazione- Sarà complesso restituire all’economia e al benessere delle comunità metropolitane tutte le qualità del Naviglio Grande. Questo incidente ci farà riflettere sulla responsabilità in capo a tutte le cittadine e i cittadini, oltre che agli enti preposti, nel dare priorità alla tutela di un ambiente sempre più fragile e necessario”.
(photo credit: Città di Magenta/Fb)
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)